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Full text of "Dei Cimbri Veronesi, e Vicentini libri due .."

\ \ 



r—9. 




P4€Bd"5 

Rare Book & Sparla! 
CoJlec;iaiu Library 



DEI 

CIMBRI 

VERONESI , E VICENTINI 
LIBRI DUE 

DI MARCO PEZZO 

P, VERONESE. 

Terza Edizione- 

Di molto accrefciuta del Primo , e 

prima del Secondo , che n' è 

il Vocabolario. 




IN VERONA, MDCCLXIII. 

Pie Agoftino Carattoni Stampator Vefcovile; 
Con Licenzi de Superiori , 



345,515 
74 6 L 3 

A SUA ECCELLENZA 
IL SIGNOR 

FRANCESCO DONATO 

AMPLISSIMO SENATOR VENETO 



co 

o 



Il Capo, ed il Consilio dei XIII Comuni 

Cimbri Veronesi , come di loro 

amorosissomo protettóre. 



m 

fzrmmmLMm 



Cco aV.E.prefenta- 
tafila terza Edizio- 
ne intorno a i Cim- 
bri Veronefi, e Vicentini; e di noi fpe- 
cialmente , che vi degnafte ricevere (òt- 
to l'ombra dell'alto Voftro Patrocinio. 
Quella è la prima volta , che fecondo il 
* 2 de- 



90625Ò 



defiderio dell'Autore medefimo , il qua- 
le ci fé dono cortefe, e a noi certamen- 
te in fommo grado pregevole e grato , 
di fue fatiche , queir,' Opera ha * onor 
(ingoiare di aver in fronte il Nome di 
Gran Mecenate; ed al cui paterno Amo-, 
re noi pur confeflìamo d'effere grandff- 
fimamente debitori. Non altra è quivi 
la mira , che di idoneamente efporre al 
mondo Letterario le cofe più certe, che 
poifono intenderfi de' tempi antichi, e a 
noi appartenenti ; e le pofteriori in quel- 
la natura, e nei modo, che realmente 
fono , lafciando alli più Dotti il campo 
libero di giudicarne fecondo il più fag- 
gio parere : concioffiachè più fi con- 
fondono le menti degli Uomini , quan- 
to s'inoltrano a indagare que'fecoli,che 
di sì poche cofe poifono renderci conto, 
ed effe fommamente dubbie, ed ofeure. 
Vedrà qui adunque V. E. brevemente, 
e con la miglior chiarezza 1' origine de* 
noftri Antenati, la naturai proprietà dei- 
la Lingua, le maniere di vivere, e la fe- 
deltà fopra tutto di quefte fuddite Popo- 
lazioni , poiché fortunatamente avvenne 
loro d'eiìere accolte fotto il Clementifli- 
Jiio Dominio di quella Immortai Repub- 
blica, 



blica,ch' è nell'Antichità di fua nafcita, 
e nella Nobiltà de' natali , e nel fuo flo- 
rido Impero, e nel Sapientiflìmo Gover- 
no di fé ftefla, e de' Popoli, e nell'incli- 
te Imprefe de' tempi fcorfi, e molto più 
nella efemplariflìmafua Religione, e Pie- 
tà, dee giultamente chiamarli la più glo- 
riofa del mondo, e del Nome di Criitia- 
niffima tanto ben meritevole . (*) E noi 
con maggior animo quefto facciamo ver- 
fo di V. E. , perciocché avendo i Lettera- 
ti d' Italia , e di Francia, e della Germa- 
nia fatte sì buone accoglienze alle pri- 
me Edizioni, quefta fia in miglior gui- 
fadifpofta,e accrefciuta nel primo Li- 
bro di nuove iftoriche cognizioni , e nel 
Secondo di un faggio del Cimbrico no- 
ftro Vocabolario . Delle quali cofe noi 
non fapiamo , fé tra i monumenti di An- 
tichità fecolari , altri fi poffano uguali a 
quefti indicare, confiftendo quelli in fem- 
plici Relique di metallo, o di pietra, o 
d'altra inferior materia, alla pofterità la- 
ttiate; laddove le noftre,che moftraniì 
difcender da'Cimhri di Nazione antichif- 

fima, 

* Ex Epift. Honorii 1- adEpifcopos yen- & I/Ir. a~ 
pud Baron. ad air,. OCXXX jf. XIV. &> Lab. t, V. 
Qonc pag. MDCLXXXII. 



lima, fono in tutto viventi, e pronte di 
renderne a chiunque ragion di fé ftefTe . 
Ed ecco un dono a V. E., che a noi in 
fingolar modo appartiene, e tanto no- 
ftro proprio, che niuno poffa aver par- 
te in lui, o fia per l'argomento, di cui fi 
tratta , o perchè egli è parto di chi deri- 
va con noi da una Patria medefima , di 
Valdiporro cioè, uno dei XIII Comuni , 
e dalla Contrada del Griez . Né i XIII 
Veronefi folamente, e i VII Vicentini 
hanno tal pregio; ma e quegli aifetten- 
trlóne delle Diocefi di Vicenza , e di Pa- 
dova, lungo le rive dell' Artico , e quelli 
de' Luoghi di Trento , e li vicini al Caftel* 
Io di Cembra, e quelli pur Veneti dell' 
Alpi Giulie nelle Saurie già conofciuti , 
a noi e nel coftume , e nell' ufo della Lin- 
gua in tutto fimili» 

Non dubitiamo certamente , che V. E. 
non fia per impartire benigniflimo ag- 
gradimento a quella noftra tenue Offer- 
ta , per quella Grandezza , Sapere, e Libe- 
ralità di animo , che da' Chiariflìmi fuoi 
Maggiori ebbe in preziofa eredità .E ba- 
tta egli il nominare di elfi que'due sì ce- 
lebri Perfonaggi Gerolamo , e Pietro l'Ar- 
civefeovo diCandia, nelle Scienze am- 
bedue • 



bedue fommamente lodati : e tra i Sere- 
ninomi Dogi della Veneta augufta Re- 
pubblica , che fcelti furono dalla Profapia. 
Donato, Francesco^ Leonardo, fpe- 
cialmente dell' inclito Bifavolo il Prin- 
ciPENiccoLo',edeirAvoGiovanbattifta, 
Savio già dei Configlio , e Bailo alla Por- 
ta Ottomana . E di quanta gloria non 
è alla Patria,ed alla prefente Etade il ve- 
dere in tre Figliuoli degli Eccellentiffi- 
mi Genitori Pietro Donato, e Laura del- 
la nobiliffima Famiglia Corner , tre Se- 
natori ampliffimi , Antonio, e France- 
fco , che è V. E. , e Andrea il terzo ? Il 
primo Savio ei pur del Configlio , e poco 
fa Bailo, ed eftraordinario Ambafciatore 
a Costantinopoli , e d' illuftre Affinità con 
T Eminentiffimo Signor Cardinale Anto- 
nio Marino Priulì , vigiiantiffimo Vefco- 
vo di Vicenza, avendo feco in matrimo- 
nio la degniflìma di Lui Sorella Marina 
Priuli : il fecondo V. E., che di continuo 
occupata nelle interne Magiftrature,mer- 
cè la Savieza, Clemenza, e Giuftizia, on- 
de va egregiamente adorna,s'apre un'am- 
pia ficura via alli più cofpicui fublimi o- 
nori : e finalmente il Terzo, che con sì 
grande Decoro, Prudenza, e Valore le Ca- 
riche 



riche tutte foftiene , e il Comando Copi-à 
le pubbliche Galere . Effendo però noi 
tutti, e il picciol Dono, che le offeria- 
mo, e l'Autore , che pur di votiflimamen- 
te fi dedica a V. E. , pofti , come ferma- 
mente crediamo , fotto gli Aufpicj di sì 
gran Protettore, e Padre; qual cofa non 
ci giova fperare per la fua Autorità, e 
fomma Grazia , onde a ficura difela na- 
no appoggiate le noftre indigenze ? Di 
che fupplicandone umilillìmamente la 
benignità di V. E., facciamo termine con 
l'onore di effere fuoi offequiofiflìmi Servi . 



DE 




DE CIMBRI 

VERONESI, E VICENTINI 
LIBRO PRIMO. 



Origini de'Cìmhrì >e loro flahilimento nella 
Danimarca , e venuta neh' Italia." 

CAPO I. 

jHiunquc fiz mezzanamente i- 
ftruito de* ftudj di Umanità , 
non può ignorare , che fia di 

1^^^^^ antichiffirna origine la Fama 
^^ de Cimbri, da cui fi inoltra- 
no dilcendere gli Abitanti delle Montagne 
Veronefi , e Vicentine . Sono in vero le atì- 
piche ftorie avviluppate dì molto nella o- 
feurità de' tempi , e de' monumenti a noi 
rimarti; pure di quefta tanto ci han con-j 
fervato dottiffimi Uomini, che pofla dirfi 
abbaftanza perla diftinta lor cognizione, i 
Dei Cimbri fcrifl'e Plutarco , che fotte la 
mcdefima Gente, e Nazione, qual dimo- in vit. 
A ran. ,«•,*""■ 




rando nella Taurica Cherfonefo , e alla 
Palludc Mcotide , chiamava*! dai Greci 
con più dolce infleffionedi nome, Cimme- 
ri ; ma , avendo lafciato quefìo, ripigliarono 
T altroché era lor proprio, di Cimbri -e lo 
pìXr.vu fcrivono ancora Plinio , Tolomeo , Pompo- 
Pehgom^ nio > ec * altri Moderni . Anzi infegna Stra- 
Mani- bone, che quelli del Bosforo Cimmerio e* 
nitr x>'*- rano porzion folamente d'un maggior C or- 
po , il quale abitava pm a lettentrione , ver- 
ìo V Oceano; e tra quefto,e quelli , e (Ten- 
do nata difeordia , fotto la feorta , dice 
Plutarco , di Ligdamide lor Capitano, mar- 
ciarono foli nelle regioni Occidentali dell' 
Afia. Perilchè,feguendoilCluveriole auto- 
rità di Vellejo Patercolo, di Eutropio , e 
di Orofio , prova , che annoverare fi debba- 
no tra li più antichi Popoli del Nort di 
Europa, e dell' Afia . 

Ma venendo alli più dotti Interpreti 

della divina Scrittura, S. Gerolamo, il Ve- 

nerabile Beda, e S. Ifidoro, e Zonara, vo- 

gliono,cheGomer,il primogenito diGiafet, 

fotte il Padre comune dei Cimbri ,dci Ger- 

in **/>.mani , e dei Galli . Così dopo di e(fi il Me- 

io. cenef. nocchio: ab hoc cnim nati perbibentur Go- 

mariyfeu Cimbri ; e il Mal venda fimilmen- 

te , ed il Calmet : ak ipfofunt Galli , Gallo- 

heum*!"" & r * ci > Gàfatf) Comari y Cimmeri, aliaque 

Gcntts Scytis finitima ; avendo infegnato 

Giù- 



3 

Giufcppe nel primo libro delle antichità 
Giudaiche, che Gomcr popuìos condidit Co- 
ntrita/ , qui nunc a Gracis Galli y feu Ga- 
{ at<e appellantur . Né vale contro di ciò 
a varietà delie voci, onde fono tra elfi co- 
sì differenti , e tanto lontani dalla lor pri- 
ma ctade; imperciocché avvicinafi al no- 
me di Gomer, (iccome a quello di Javan i 
Jonii , di Tirar i Traci, di Rifai quello de' 
Paflagoni . In tal modo niente p^ù antico, 
ed onorevole può eflfere a noi , di quello 
che, infieme con altre celebri Popolazioni , 
trar il principio dai libri delle Sante Scrit- 
ture; e il noftro Progenitore fino di là dal 
tempodi Abramo, in cui,effendo una fola la 
Cafa,e la Famiglia de'Ombri, s'è poi mol- 
tiplicata in Tribù , e in sì numerofa Na- 
zione . 

Né importa, che fotto il nome di Sciti 
e quefta, eri altreGenti , chedimoravano al 
fettentrione dell' Afìa , fianfi inoltrati den- 
tro T Europa ; poiché i Greci la deferif- 
fero fempre unita coi Celti , e con li Ger- 
manica Gomer difeefi : veterer Graecorum 
fcriptorcr univerfar Gente/ ad feptentrio- jrr**./.tt 
ntm vergente i } Scytbarum y & Celto fytharum y 
nomine affecerunt . E quai è provincia in 
Europa, dovei Scrittori non ci dimoftrino 
effere (lati iGomari , o i Cimbri, o i Cim- 
meri,© i Galli, oi Celti, o i Celtiberi,o i 
A 2 CcU 



Tinti, in 



^4 

Ccltofiri , ed altri derivati dai Sciti ? e qnan- 

to fon" eglino finalmente in ogni luogo vi- 

Buchart cm i gii un j a g\\ u \ tr \ : e nC u a Frìgia princi- 

a eg * pai fede dei Cimbri e nella Battriana ,e sii 
'1 Bosforo, e in altre terre d* Europa ? Ef- 
fendofi però così diftinti que Popoli innan- 
zi alla fondazione di Roma; a poco a po- 
co avvanzandofi i noftri , ftabilironfi lun- 
go i lidi del mar di Germania, e del Bal- 
tico , e dentro la Penitela detta Cattrìs da 
pi. i 4. pii n ì ^ da effi poi Cimhrico Cherfonefo , ed 
ora Jutlandì a , f Danirnarcaia Japheti pri- 
Pari" m ogenito Gomer y prognatiGornari \JiveCimhri , 
quinuncDani y & Hol fatti dicuntuv J Quindi 
ftefero molto all' intorno i loro confini, e a- 
vendofoggiozate molte Nazioni,di venne u- 

Tacit.de r* + * t. , . J r 1 

Morib. na G ente pttna ai ghrta; numerandoli lun- 
ctrman. ga ferie di Rè fino a mille anni innanzi V 
Incarnazione del Figliuolo di Dio. Quefto 
è il tempo più conofeiuto dei Cimbri ; ma , 
effendo ine/colato di favole, farà abbaftan- 
za il fapere, che folle uno de' più antichi 
Regni del Norr* Adoravano effi il Sole, 
la Luna, e la Terra , come rilevafi dal To- 
ro, che rimafe fpoglia, tolta ai Cimbri dal 
Proconfole Cattilo , e che , fecondo Maco- 
brio , lignifica tutte quelle falfe Divinità . 
sawrnJ.x p u 5dirfi con Tacito, che adoratfero ancora, 

ubi [apra. . ^ k* . r« ì * /r 

come ì Germani, Mercurio , hrcole > e Mar- 
te nel lilentio de Bofchi , e non dentro i 

Tem- 



5 
Templi ,i quali penfavano non efler balle- 
voli ad onorare Timmcnfiràdegli Dei . Che 
fodero d'animo libero, eaflai bellicofi;fem- 
pliciflìmoil lorocibo,di pomifalvatici , fiere 
uccife ,e latte: che aveflero tra effi > dì v ìfl i 
campi ,ed i pafcoli per nutrire gli armenti . 
Vereconde le Donne , e ritirate , le quali 
anche alla guerra folcano accompagnare i 
Mariti, e incoraggirli alla battaglia. Che 
eleggeflcro i Re dei più nobili, limitando- 
ne T autorità ; ed i Capitani , e Generali 
d'armata de' più valorofi , e meritevoli . 
Che fofle vizio ad etti comune Y efler de- 
diti alle crapole, e vendicatori; ma con fe- 
veriflimi caftighi puniti gli omicidi , i la- 
dronecci, i tradimenti , gli adulteri . Niu- 
na pompa ufaflero nei lor funerali , per noa 
confricarne i Defonti nel loro ripofo; ab- 
bruciando folo i corpi de* più celebri Uomi- 
ni, e gettandovi infieme nel fuoco le loro 
armi, e cavalli. 

In tal maniera colà viveano i Cimbri. 
Ma ,effendo crefeiuti in troppo gran mirre- 
rò, né avendo terreni abbaftanza fruttife- 
ri, e quelli fovente innondati dal mare; 
determinarono, all' efempio de' Galli , di 
cercare miglior forte in Italia; e nell'anno 
DCXL di Roma , CXI V prima dell 1 Era 
Volgare , cflendo Confoli Cecilio Metello, 
e Papirio Carbone , fi pofero in viaggio 
A 1 tre- 



6 

treccntomilla, o come altri vogliono, cln- 
quecentomilla Uomini d'arme, colle lor 
Mogli , e Figliuoli ■ Ad effi un' altro gran 
numero fi aggiunfe di Teutoni. di Ambro- 
ni, e di Tigurini, fperando tutti una pro- 
pizia fortuna. Ufciti dalli confini della Ger- 
rpania , ed entrati nell' Illirico, o fia la Schia- 
vonia , marciò ad incontrarli il Confole Pa- 
pirio, edipoi il Confale SiIano,vicino a No- 
reja ,nclT anno DCXLIV . Ma battuto il 
primo da' Cimbri ,e fuperatoda effi anco- 
ra il fecondo , penetrarono 1' Elvezia , o lia 
il paefe de' Svizzeri , e le Gallie al Rodano ; 
dove in altri combattimenti vinfero, tre e- 
ferciti Confolari, comandato il primo da 
M. Aurelio Scauro , e gli altri due dal Con- 
fole Manlio , e dal Proconfole Cepione; a- 

Thr.tptn vendo nell'ultimo uccifi ottantamila folda- 
ti Romani, e quarantamille di gente inferio- 
re , e prefi , e faccheggiati i loro alloggia- 
menti, Tanno DCXLVIIL Scorfero poi fi- 
no ai Pirenei, e devaftarono tutta la Spagna 
diquà; marefpintidagliCelciberi, eavendo 
lafciati nellaProvenza gli Ambroni, e li Teu- 
toni , fé ne ritornarno effi al Norico , e dall' 
Alpi Trentine fcefero nell'inverno in Italia, 

jp/or. Ai. incominciato già V anno DCLIII : perque 
bycmernTridentinif jugì finitali am ruina de- 
fccnderunt . Ad effi in vano fioppofe il Pro- 
confole Catulo nelle Montagne frette di 

Tren- 



62 



1 

Trento, e dando pofeia addietro fino alla 
Cbiufa >mvmì)n vano quelPaflo importan- 
te , eflcndofì egli accampato dall J una par- 
te, e dall'altra del fiume Adige , e fab- 
bricato fu T erta un Caftello; impercioc- 
ché , atterriti dalla ferocia de' Cimbri i 
Romani , fu d'uopo di ritirarli, tutto ad cf- 
fi cedendo: Cimbri y repnlfo abAlpibnt y fuga- tìor - ''*'• 
toque Q^ Catulo Proc. qui fauces alpiumob- 
federata & ad flumen Atbejimeditum Caftel* 
lum infederata reliqueratque^cumvirtusefua 
expltcftafugentem Proc.perfecuti . Occupa- 
ta per ogni parte la campagna della Vene- 
zia nel Veronefe;/^ Veneti a y quo fere traSìu «**• 
Italia mollìjjima ?/?, quietamente vi flette- 
rò finoalPeftate. Quando,aflalitidal Conf. 
Mario, e vinti, e disfatti in battaglia, fu- 
ron coftretti quei, che falvaronfi,di fuggire 
nei Monti Veronefi , ed indi in altri luoghi* 
Fin quìniunoquafi vi hade' noftriScrittori, 
che ne contratti Ti floria.Ma che fopra le det- 
te Montagne (labilmente fi tratteneflero,e 
che, dopo il corfo di tanti fecoli ,fiamo noi 
Reliquie di que' Cimbri medefimi, queflo 
è, che imprendiamo di chiaramente ino- 
ltrare. 



A4 La 



8 
La Lingua dei XIII e de VII Comuni 

prova , che vengano da' Cimbri . 

C A P O II. 

E Prima di tuttoefpongafi la natura del- 
la Lingua , ch'è in ufo appreso dipnoi, 
e che era più eftcfa nel fecole feorfo , poiché 
la parlavano,e dentro i XIII Comuni, e nei 
luoghi ad etti vicini. Fu ella Tempre dagli 
Scrittori riconofciutaTedefca finodalla me- 
tà delTXl fecolo, e Teutonici però, e Cim- 
bri infieme d'ordinario chiamati quefti A- 
bitanti , in quafi tutti i pubblici antichi At- 
ti, che loro appartengono . E ciò bada in 
notti o favore . Imperocché il fondo della 
Lingua Germanica ponno dirfi le parti, ove 
dimoravano i Cimbri , da Plinio detti per- 
ciò Mediterranei ,e fino al Reno eftefi , fe- 
condo Claudiano: 

v?*!Ìl •••• Te Cimh ^ a Thetir 

<;et. Di vi futa bifido con fumi t Rhene meatu. 

Né retta alcun dubbio, cheGermanico anco* 
ra non fotte il parlare , e tale debbe ezian- 
dio effere di prefente , quanto lo può il tem- 
po permettere , ttecome nella Prefazione al 
noftro Vocabularìo verrà meglio chiarito . 

Bianco!. Ditti nelfecoloXì,e fu,quandoinCalavena, 
ora Abbadia Calavena,eranvi Canonici Pre- 
ti, che avevano linguagio Teuitonico, af- 
fine 



9 

finedieffereintefida'CimbridelleMontagne 
contigue .Lo flefio afferma iJ Panvinio cin- 
que fecoli poi , trattandode'Cirnbri del tem- 
po di MaYio:horum prolem ejfcfufpicanturear Amiq.Vu 
gente / , quaf Montana Veronenjìum incoiente f> *' c ' **' 
linguam adhuc retìnentGermanicam> A noi 
nulla è rimaflodi Cambriche fcritture, per 
cui rilevarne più chiare notizie , avendole 
fempre i noftri iMaggiori ufate o Latine ,o 
Italiane, fecondo Io (tilcde'Governi Squa- 
li furon /oggetti; nondimeno a milliajafo- 
novi i teftimonj, chemoftrano diqual Na- 
zione^ Idioma e(Ti fofferoji nomi cioè de* 
luoghi da noi habitati. E'megliodiquefti il 
parlare degli Avi nella Cimbrica verfione 
della Dottrina Criftiana, ne VII Comuni, 
già più di un fecolo e mezzo ufcita ; e in 
quello pur de 1 noftri Padri nei XIII > e de' 
Prefenti ancora; onde abbaftanza sintende 
eftcr egli difcefo da* Cimbri > e non d! altri 
Popoli. Vediamolo intanto col paragonedi 
Lingua Tedefca, in tutte le parti dell' Ora* 
zione, avendoefla il medefìmo fuono,la ftef- 
faguturale pronunziarla terminazione del- 
le lettere iftefle, eie ftefie infleffioni di vo- 
ce , Der Gott Herr , dicono 'ne' Softantivi 
anche i noftri: // Signore Iddio ; benché in 
alcuni luoghi corrottamente, Der Gotter 



Bierr . Hirnel il cielo >Hetdt la trrra y Seel 
V an ima, Zait (*) // tempo , Tagjb il giorno , p r 



)come fi 
9nun\ia. 

Nati 



10 

Naft la notte . Tali i nomi Addiettivi Raicb 
Mann l' uomo ricco y KlainerKint il fanciul- 
lo più piccolo. Tali i pronomi Main Faater 
mio Padri , Bure Motter voftra Madre , 
Saìn proader fuoFratelloy Dain Sbefter tua 
Sorella. Unfere Sciaffc le nofire pecore , di- 
fe pergbe , e dieje &hv\ y que{ii monti . Tali 
Verbi Comunicai due fillabe il più diedi , 
Ghehen andare y o Ghien> Lauffen correre , 
Slafen dormire y Reden parlare y Lacben ri- 
dere yBetten yO Pitten^dit orazioni, Traghen 
portare . Anche gli Aufiliari Haben avere, 
Sainejfere;di IVerden y che e il terzo, non ef- 
effendovi quafi più ufo. Habend , o Hahen- 
t$yC\\ Participio de verbi medefimi, aven- 
do y o avvente;c con le prepofizioni Zu $ im y 
um y haben il Gerundio fi forma , da avere 
nelT avere , per avere, E gli Imperfonali 
col Pronome Er egli, o corrottamente E% : 
E% ift kaltyCgli èfreddoy e% batte ghe regbnet, 
egli era piovuto , Finalmente delle ftefle Pre- 
pofizioninoici ferviamo , così dicendo: Bay 
mir yAur j Ohne , Undter , Auf \ Neben y 2?/- 
der yQfftmaly Nocb, Ja y Nicbt .E vogliono 
dire appreso di me , fnori , fen^a , [otto , fo- 
pra y accanto y contro , fpejfe volte y ancora , 
fiy no. A quefte fi aggiungono le Interjezio* 
ni Ah yO y e le Congiunzioni Unt } E . Odcr 
ovvero . 

Ma chi vorrà da noi ricercare una lingua 



in 



ir 

In tutto Saflbne, e che debbafi qui parlare 
come in Lìpfia prefentemeote fi ufa? Va- 
riano! Noftri dalle regole della Gramatica, 
o nella infleffion delle voci, o nell' aggiun- 
gere, o diminuire alcune lettere ; affai però 
dee riputarti, che non manchino a noi co- 
feeffenziali ,e quella parte maggiore di ter- 
rnini,edi vocaboli, in cui ogni linguaggio fi 
fonda. Imperciocché effendo egli fin qui arri- 
vato da' Padri a'Figliuolijfenza Tajuto di 
Audio alcuno, o commerciocon IiTedefchi, 
a quante mutazioni dovette foccombere 3 co- 
me di altreLingue viventi a wien tutto gior- 
no ? Anche la Latina, dopo Y aurea età di Ci- 
cerone ,diCefare,di Virgilio, edi Ovidio, 
e d' altri ,cambioffia poco a poco in quelle 
di argentoni rame y c di ferrosa anche di fan- 
go , e la medefima forte incontrarono altre 
Madrelingue, che in tanti Dialetti furon di- 
vife; e Mtalianafinalmente, appena inten- 
dendoli alcuna voltai' una con l'altra Pro- 
vincia. Nèfenza ragione poffiamo noi giu- 
dicare , che fia alcuna delle noftre Voci d* un 
antichiffimo ufo, come lo erano preffo iLa- 
tini Bovinari yTropper , TraEìin , Iduere , in- 
vece delle pofteriori7Y rg/z/tf rfari> Cito, Sen- 
fim , Separare . E ciò mafiimamente peroc- 
ché la Danefe , come vuole Olao VPormio , Apudr*- 
è un antico Dialetto della Ebrea : Lingua 2J5?w 
Dani e a vetus e fi Rebr<eorum diateftut ; e che infralii 

Ebrai- 



Ebraici fofTerogliantichiflimi nomi de* Re, 
e Capitani, Io riferifce Lifandro iftorico: 
finalmente diventar egli Ebraico il parla- 
re, quandoiìGotico,oil Cimbrico fidifco- 
fti dal Teutonico ; Si quando fermo G otiti? , 
Cimmcriufvi a generali Teutonico difentire 
videtur y tum vocem Ulani ext empio Hebrai- 
Cam fieri ytìebrtforum illieo fapere antiquata» 
tem. Ma fra di noi dee quefto attribuirli al- 
la negligenza de* Popoli , e alla nuova intro- 
duzione de*Vocaboli,prefi da i confinanti, fic- 
come guadarono la loro lingua gli Ebrei di- 
morando fchiavi nella Caldea; e per la più 
facile dolce pronunzia, che in ogni parlare 
dama. Eccovi dunque perchè fi pronunci 
Sbefttr invece di Svvefter , Be^en fimilmen- 
te, e Me^cr, invece di Bejjen , e Mejfer: ab- 
breviatofiDrjOg&rff,^*, £>//>, in luogho di 
Die y Aughe> Aìn> cDiefe; e andato in difufo 
Lieben amare > leb bìl boi volgarmente di- 
cendofi , ovvero Ich lieb haben . 

Né può alcuno mettere indubbio, che 
daiTirolefi venga il noftro linguagio . L' uno, 
e P altro bensì derivano da un' iftefTa Ma- 
drilingua Germanica ,ed egli coincider dee 
in moltiffime voci , e dizioni; ma rarilTimo 
fu fempre il commercio con quelli : ne può 
dirfi,chedaiTiroloun tempo fiano venuti ; 
mentre colà,più di noi,fon eglino lontani dal 
yeroTedcfco, mutando vocali nei loro ter- 
mini. 



mini, e pronunciando Mein y Solt^ y ] 0y Huet y 
quando noi meglio diciamo Main , Salt^y 
Ja , Hut : e perchè finalmente è frefca me- 
moria, cheiTirolefi chiamavanoquelli de* 
VllComuni col nome di Cimmèri^ Sughe- 
ri dipoi, a cagione d'Àfiago, che Slegbe il 
dice. D' onde può ella dunque eller venuta 
la noftraLingua, fé non dalle provincie con- 
tigue alla Salfonia ? e con quali Genti aver 
più fomiglianza , fé non di que' paefi ifteffi , 
e in quelle ultime fpiaggie della Germania, 
che furono fede de' Cimbri? In fatti lava- 
rietà,che è fra noi , e li Tirolefi, trovati in 
tutce le provincie di mezzo, e fpecialmen- 
re in un fuono più afpro del noftro nella 
pronunzia de' termini , e alla Lingua perciò 
men naturale. Ciò riconobbe Federico IV 
Redi Danimarca, della Real cafadiOKlen- 
burgo inOHtein, eli Cavallieri di fuanobi- 
liflima Corte, quando nei MDCCIX, trat- 
tenendoci egli incerona, furon chiamati 
alcuni de' Noftri , e con maraviglia uditi a 
parlare in buona parte la lingua SafTonica , 
e , come in que' luoghi , di una dolce , e af- 
fatto umana inflefilone. Fu ciòriconofciu- 
to da noi medefimi , quando nelT anno 
MDCCXXXV, paffando le Truppe Impe- 
riali per i Leffini ,o fia MontagneVeronefi, 
molto bene intendevanfi quelle della baffa 
Germania , e malamente , e quafi nulla poi 

le 



14 
le altre- E finalmente fi riconobbe da mol- 
ti Intendenti , che furon tra noi, afferman- 
do eflervi belliflimi modi didire, e in quefta 
etade medcfima,per gliScritti inviati in Da- 
nimarca ,e nella Sveziaa confrontarne buon 
numerode'noftri Vocaboli jedique' Villag- 
gi de* Cimbri , che fon nelle Saurie , lun- 
go le Alpi Giulie, ed ivi approvati per tali, 
quali finora fi è detto . E certamente, fé non 
fofllmo noi Reliquie de' Cimbri , come efler 
poteva, che fino a quefti ultimi tempi, nei 
foli confini dei XIII , e de' fette Comuni, 
e nei luoghi frappofli , e vicini fotte un lin- 
guaggio sì foraftiere a quello d' Italia , che 
d'ogni parte ne li circonda, ficchè d'altra 
forte non ne fa pe Aero generalmente i noftri 
Antenati, e li più vicini Padri ? e nel Vica- 
riato di quefte Montagne , effendovi d' uopo 
diNotaj , che ben Y intendeffero, affin di 
fpiegar le Sentenze,che nei giudici qui fi for- 
ir»avauo?coi mezzo diqucfto impararono 
le cofe della Santa Fede , e dell* Evangelio, 
e degli altri Coftumi, come tuttora fi ofler- 
va nei VII Comuni, e in parte ancor nella 
Giazza,e nella Chiefa Parrocchiale diSel va 
di Progno ; e debbono edere in ciò lodati 
que'SacriMiniftri,sì perconfervare In quei 
luoghi la ftima dinoftra lingua ,e sì perchè 
maflimamente rendafi più intelligibile la 
fpiegazione de' Santi Miller j, e della Legge, 

effen* 



15 

e (Tendo propriamente effa la lingua domeni- 
ca, o vernacola y àa\ S.Concilio di Trento a 
Parrochi sì raccomandata.- in quello final* 
mente, per ufo de* VUComuni medefimì, 
ftampaca già la Dottrina Criftiana nel 
MDCH,e(Tendo Vefcovodi Padova Mon- 
fjgnore Marco Corner: e in quefto noi udim- 
mo cantare nelle Fede folenni di Natale, 
e diPafqua, Canzoni Spirituali , al fuonodi 
Cembali , di Violini, e di così dette Chitar- 
re, nei Sacri Templi dei XIII Comuni, ed 
ora miferamente difmefle, ma non altro- 
ve compofte, ed apprefe, che tra di noi, 
e da' noftri Maggiori. 

La Tradizione altra prova dell 
ifiejfo argomento • 

CAPO III. 

SE vi ve ancora laLingua,teftimoniochia- 
riflìmo di noftra origine da Cimbri , la 
Tradizione fimilmente a noi Io dimoftra . 
Da quefta fin dal principio impariamo, che 
iCimbridalIa battaglia diMario fuggiti nel- 
le Montagne, non fodero punto mifchiati 
con li Teutoni , e gli Àmbroni , fé , un anno 
prima,furono vinti nella Provenza ; o con li 
Tigurini, fé dopo il combattimento fvani- 
rono in modo , che nulla più s* è intefo di- 
re 



i6 

1. 3. /. jo. re di e fn , Da Paolo Diacono fcrittorc dell' 
IX fecolo, altro non fi rileva ,che reliquie 
de'Cimbri, tra que' fuggitivi ittefiì \ e il Ca- 
rtello di Cembra,oCimbra, nel Principato di 
Trento, ne porta chiaro il nome,ove alcuni 
altriVillaggi tifarono pure il noftro Idioma, 
feparatamente dagli altri. Dall' IXalXlV 
fecolo IWuditiffimoMarzagaglia di Verona, 
Maeftro di Antonio Scaligero , ed il Ferre. 
ti Poeta Vicentino, chiamarono, quegli Cìm. 
brico Paefele Montagne, che noi abitiamo, 
equefti, che celebrò in verfi le Geftadi Can. 
Maffei grade dalla fcala , Cimbrica la Città di Vi- 

Ver. ni. C enza, a cagione de* VII Comuni, quale ap- 
punto, la Giudea , così detta, per la Tribù di 
Giuda, laGozia da iGoti ,edai Longobardi 
laLombardia* FinalmenreildottiffimoPan- 
vinio nel XIV fecolo più apertamente de' 
primi, chedifeendeva da'Cimbri la Gente 
de' più alti Monti Veronefi : Verona Jepten. 

Ver! hi. trionem verfus y adjacent major?/ montef^Ger- 

(.17* mani 'ce finitimi , fuper quos Cimbrorum relì- 
quia adhuc fuprfunt ;e dopo di lui tutti gli 
altri Scrittori. Quindi è certamente , che 
Cimbrio avea nome queir Arciprete della 
ChiefaMatricedi Calavena,nella meth dell' 

-Bianco]. XI feconlo , che dal Vefcovo Ognibene di 
Verona fu invertito della Chiefa di S. Ma u- 
ro.in Saline: Omnebonum Epifcopus Vcronen- 
Jìf invefiivit Cimbrìum Arehipr^slyterum 

Pie- 



17 

Pie bit Cai avente , & eju/ Succefiores in per- 
petuamele Ecclefia S. Mauri in S alini f . E 
quindi di Cimberlini alla Contrada, e Famì- 
glie ora viventi di Chiefa nuova ; e di Ci m- 
berle altresì ad altra Contrada, e Famiglia 
da poco fempo eftinta in Afiago;e finalmen- 
te chiamandofi ivi ancora Cimberache una 
Scure, corrottamente pronunciato, Scure 
cioè di Cimbro , o Cimbra , Quanto bene con- 
tinuaaole memorie di qnefta Tradizione! E 
noi crediamo con tutta ragione, che fiano 
fepolcri de'Cimbri quelli, ebefonofi da al- 
cuni anni feoperti all' occidente di Roccio, 
de* VII Comuni , vicino al luogo di Caftelle- 
to y in certo monte , al mezzo dì, chiamato 
Purftely dove erano monumenti formati di 
laftre , e dentro offa di Uomini , vafi di ter- 
ra , lame di bronzo , e neri carboni ; le quali 
cofe indicano i tempi di Giordano Pio Ro- 
mano ImperatorenelCCXLlV,in cuicefsò 
di a bbrucciar fi i corpi de* Defonti, come era 
ufo innanzi predò i Gentili , e nella Germa- 
nia fimilmente ; Né confufi fonofi mai i 
noftri Antenati con altra forte di Barbari, 
quali neir età pofteriori feorfero V Italia, 
gli Alemani cioè , gli Eruli, i Goti , i Longo- 
bardi , ed altri ; da cui eflìendofi in ogni luo- 
go fcompigliate le Famiglie , elleno fanno 
appena distinguere la. lor prima origine; e i 
Nativi quafi d'ogni provincia, parte fuggi- 
A rono 



i8 
rono altrove 5 parte rimaferoeftinti,e par- 
te fecoloro confufi. Ma,a vendo noi coafer va- 
to illcfo T antico nome diCimbri , dee tenerli 
per cert o, che niuna mutazione fia quivi ac- 
caduta . E che vuol dir egli mai, che tanti 
Cognomi fi trovano in altriPaefi alle Fami- 
glie ivi abitanti , e pochi di effì fra di noi si 
estendono a tutte quelle de' noftri Comuni? 
né <T un folo, ma a molte altre ancora dei 
più lontani ? Tali a cagion d'efempio in Val- 
<diporroquellodeiPezzi,difcendenti dal Pez- 
zo, Contrada così chiamata da grand'Albe- 
ro di quefta fpecie, che il Padre di noftro 
Terzavolo fé ivi tagliare verfo il fine del 
Concilio di Trento; Scalale Scandoli inChie- 
fanuova , Piccoli in Erbezo ferini al Cero, 
Campari , e Bertoldi in Rovere di Velo , 
Comerlati, de* quali è memoria anche del 
VI Secolo, iri Velo, e in Saline; Bonomi in 
Azarin, Caftagna in Campofilvan, Anfel- 
mi air Abbadia, Pagani in Campo fonta- 
na , Nodari in Progno , Gugule in S. Bar- 
tholommeo, Vallenari a S. Anna di Alfae- 
do;£ de' Bonomi finalmente, Rigoni , e di 
Carli in Afiago , per tacere degli altri. 
La noftra Lingua a maraviglia conferma 
^Tradizione medefima; imperciocché ef- 
fendo ella di natura Tedefca , come fareb- 
be tuttora P iftefla , poiché V ufo della 
Latina venne egli jpeno altresì , per il 

con- 



*9 
concorfo di Gente (Iraniera a Roma , e 
per l'inva/ione de' Barbari, o fia di tante 
fettentrionali Nazioni , in tutte le parti d' 
Italia , e per la rovina dell' Imperio Ro- 
mano , onde nacque poi , e formodi da tan- 
ti Dialetti , oltre alla fua prima forgente 
della Latina, la moderna Icaliaua ? Ora 
di un folo Dialetto perfeverando ancora 
la noftra appretto di noi ; è chiaro argo- 
menta d'edere (lati immuni da ogni irru- 
zione de* Nemici, tenuti fenza alcun dub- 
bio lontani dall'afprezza de* luoghi, e dall' 
altezza de' monti , e godendo più volen- 
tieri delle Città , e fertili Campagne da 
effi occupate. Finalmente la forniglian- 
za tra noi , e la Gente della Germania nel- 
la fincerità,e ùdc dell' animo , nell' amo- 
rofa accoglienza de* Forelheri, nell'inge- 
gno, nel valore, e robustezza del corpo > 
e neir afpetto medesimo delle perfone , e 
nel piacere di converfar alle menfe,quafi 
di frefco venuti dagli antichi Paefi . Alche 
s' aggiunga altra /ingoiar ofTervanza , che 
fenza punto fap^rne la vera cagione , vedefi 
quivi in parecchfcerta nobiltà di fangue,de- 
rivato in molti , come poi moUreremo , 
da noftri Maggiori , sì nell' indole generofa 
di cuore nelP uno, e nell altro' fedo , sì nella 
naturai civiltà de' coftumi , e sì finalmen- 
te nell' aria gentile, che portano in volto, 

A 2, ben- 



10 

benché tra fclve , e dirupi fi viva, e intefi 
alla cura di armenti, e di altri villerecci 
impieghi . 

Rifpofta ad alcune Obiezioni 

CAPO IV. 



0' 



kUello, che opponer (I può alle cofe 
" da noi dette, egli è, di leggerti in Più* 
ta co, che il combattimento campale tra 
i Cimbri , e i Romani , avvenifle predo 
a Vercelli . Ma quèft'è un'errore apertif- 
fìmo , o fia per inganno dell' Autore mede- 
mo, o fia per negligenza ,o poco faper de» 
Librarj , potendoti agevolmente, cambiar 
il termine Verona , in Vercelli . Così ap- 
punto i migliori Storici Veronefi . E lo ar- 
gomenta affai bene il Panvinio da ciò , che 
Lucio Floro ne fcrifle, d' efferfi cioè com- 
battuto nella Venezia , vicino all'Adige, e 
nel Campo Claudio , detto ora Cavri ir e- 
a*"'"!- nim in Veneti a , ad Athefim fiumen in Cam- 
po Claudio, qui nunc Cavri dicttur , fu* 
gnatum fcribit . In fecondo luogo facendo- 
fi in quefta azione memoria dei Monti 
Norici , e di Verona ad efli di qua dall'Al- 
pi contigua .Verona enim y Stepbano Auro- 
re , Voricorum oppidum dicitur Finalmen- 
te per testimonio di Valerio, e di Pronto. 

ne 



21 

ne, infegnando quegli,che rimaneflero i Cim- 
bri fconfuti, non alla Scjfta , o Sejta y fiu- 
me, che feorre tra il Milanefe, e il Piemon- 
te, bagnando a deftra Vercelli, ma full'A- 
dige bensì, e il fecondo nelle felve ( certa- 
mente meridionali) di Trento : quorum il- 
ìe . . .Cimbro/ ad Atheftm , bic in fa/tu 
Tridentino cecidijfe feribit . E oltre di ciò 
per eflerfi il Confole Mario portato con 
ogni celerità da Roma al Po , e unitofi coi 
Proconf. Catulo, averlo torto pattato, per 
accodarti a' Nemici ; né fapendofi , che 
quefti mai fi moveflero dai loro Alloga- 
menti, non v'ha dubbio alcuno , eh' egli 
non ne fermaffe il Campo in faccia di ef. 
fi , onde impedirne ogni ulterior progreflb. 
Ne portiamo noi giudicare altrimente di 
quel gran Generale, che non abbia egli ro- 
tto penfato di chiuder ai Cimbri ogni paf- 
fo, ficcome al Po, e al Ticino, s 1 era ac- 
campato Scipione il Padre dell' Africano, 
per refpinger Annibale fcefo dall' Alpi, e 
come pure tentato lo aveano i due Confo- 
li Papirio, e Silano nella lor prima venu- 
ta di là dal Norico,e nelle Gallie poi tran- 
falpine,e Scauro, e Manlio, eCepione. Fi- 
nalmente nel Veronefe,e non altrove, fé- 
gue a dir Floro, fu dove ne gli affali Mario, 
eflendo i Cimbri immerfi nei cibi, e nella 
dolcezza de* vini ; ad hoc pani* ufu > carnìi i. 
B 3 «• 



2. e. i. 



Muffi /., 



21 

co£l<e , & dui e e di ne vini mitigato r > Marius 
in tempore aggraffa/ eft. Le quali cofe non 
podono certamente riferirli a Vercelli, ef- 
fendo pofto in sì grande diftanza all' occi- 
dente di Verona ; e grand' errore (tato fa* 
rebbe di Mario , e a gran pericolo efpofta 
la Romana Repubblica , fé come Dario la 
Cilicia alli difegni di Aleffandro il Gran- 
de, avelie egli lafciata libera la marcia ai 
Cimbri verfo di Roma , Qui dunque li 
combattè, e li vinfe, ficcome ne fa intiera 
fede una Lapide raccolta g à nel Mufeo 
' Mofcardo, e che, non a Vercelli s ebbe a feo- 
prire, ma nell Anfiteatro di Verona , con 
la feguente ifcrizione; 



D. F. 

C. M.TRVCIDATIS 

CIMBRIS.IN.F.ITA. A.V.. 

R.R.OB.1NSIGNEIVLE1VS 

MEMORIAM 

S • P ■ . Q . R . 






e vuol dire chiaramente : Diir faventibur 
Cajo Mario Trucidati* Cimbris in Fauci- 
bus Itali* Agri Veronenfii Refiituta Re, 
ob infignemejus memoriam Senatus Populuf- 
que Romanus . 

Or veggafi quanto s'ingannaflero gli Au- 
tori della Storia Romana, e con efll il do- 
tiffimo Agoftino Galmet , narrando , che 

Ma. 



M 

Mario sfidato da Bojorige Re de' Cimbri | s ^Ji\ 
loro ajfegnajfe il pian di Vercelli , la cui L 39. 
eftenjione era folo capace di contenere li due 
eferciti Romani , e non la moltitudine innu- 
merabile de" Barbari . Quefti è uà doppio 
errore, o fi parli del piano , che circonda 
Vercelli, ed egli è più eltefo di quel di Ve- 
rona ; o in altra parte fi ftabihfce , e vi 
fi oppone l'ifteflò Plutarco; imperciocché 
a quella giornata//* egli > dice , afiegnato 
un Inogo ajjai comodo per la Romana Ca- 
valleria , ed air esercito de' Cimbri \ e Lu- 
ciò Floro c'infegna, che ciò avvenire in un 
terghiffimo campo chiamato Raudio ; in 
patentijjìmoy quem vocant Randium , Cam- 
po* °ggi Raldone , e diftinto per le Antichi* 
tà fcpolcrali raccolte, e date eruditamene 
te alla luce dal chiariffimo Signor Mar- 
chefe Mufelli \\h un Tomo aggiunto al ri- 
nomatiflimodi lui Mufeo Mufelliano: ov- 
vero Claudium> come fembra al Panvinio, 
ora Càvri , luoghi fino all'età pallata , lun- 
go tratto incoici, e per cui con li circon- 
vicini al mezzo dì era maffimamente te- 
nuta fterile parte del Veronefe , ma a* no- 
fi rrgiorni, mercè la moderna cultura, refa 
ovunque fruttifera, e di bei prati ancor ver-* 
deggiante , quale altre nuove piantaggioni 
ali orientai parte delIaCitcà.Qual fitoadun- 
que può trovarli più comodo a quefk batta- 

B 4 glia 



*4 

glia? tale avendolo feijipre eletto i granCa- 
pitani ovunque faceflero e(fi guerra, eGiulio 
Cefare, contro Pompeo ne' Campi di Far- 
fuglia, e Aezio contro di Atila quei di 
Catalogna , e qui finalmente Coftantino 
ruppe Maffenzio, e Teodorico Odoacre. Ma 
foffe anche piaciuto a Mario di combatte. 
re in fitoangufto, quale Milziade l'Arma- 
ta terreftrediSerfea Maratona, e Temifto- 
cle quellaNa vale a Salamina; noi certa men- 
te^veder non fapiamo ove potette ciò far- 
li a Vercelli , né come a quel patto ftarvi 
i Nemici, a vendo effi provocato i Romani • 
lmmenfa era la Fanteria de' Cimbri , la 
quale ufeita in forma quadrata nel Cam- 
po, occupava tre miglia e cinquecento paf- 
ft d* uguale profondità, e quindici milla 
Uomini erano di Cavalaria . Perilchè a- 
vendo l'opportunità di quefta Campagna 
Veronefe, come Dario, che s § era ferma- 
ci*./. . to nc ^ a va ^ a P ianura & Arbella , ed ivi 

f. %u ' fchierato l'efercito contro Aleflandro ; non 
può penfarfi,chela fpregiaflero eglino, cf- 
fendo fgombra d'ogni impedimento al com- 
battere , quale aveano grandemente offer- 
vato in altre occafioni , e dall' efperienza 
degli fleffi Romani erano divenuti più cau- 
ti quegli, il cui nome di Cimbri nella lin- 

J^^-gua Celtica fignificava Uomini vahrofi>e 

proi*z. guerrieri. 

Ma 



2 * -. 

Ma perchè delle marcie d'ambigli Efcr- 
ciri a Vercelli punto non dlffero Plutarco, 
e Floro, eflendo in ciò tante cofe a narrar- 
fi , e come diligentemente fi leggono fcrit- 
ti tai movimenti apprettò di Erodoto,Tuci- 
dide, Dionigi d'Àlicarnaffo, e GiulioCefare? 
Non doveva tacerle il primo, che eccellen- 
temente trattò le Vite de gli Uomini illu- 
flri,e in quefta guerra parlando di Mario, 
e de* Cimbri, efattamente deferifle l'ordi- 
ne delle cofe , la difpofizion degli eferciti, 
e il fine della battaglia; e più minutamen- 
te ancora gii elmi criniti de' Cimbri, e le 
loriche di ferro, i feudi rifplendenti , e le 
afte di doppia punta , e le grandi fpade , 
con cui da vicin combattevano . Molto 
più dunque, andando eglino a Vercelli, e 
il levare de* Campi, e le marcie de* Sol- 
dati , e le dazioni loro , e tanto feguito di 
militari attrezzi, e di vettovaglie, e il gran 
numero di Donne , e di Figliuoli, che al fi- 
ne del combattimento foflfrirono a un tem- 
po la medefima infelice forte .Dalle paro- 
le di Floro nuir altro poi s'intende ,che la 
loro difeefa in Italia, la fuga del Proc.Ca- 
tulo, l'accampamento nelia Venezia, i lor 
piaceri ne'cibi, e nelle bevande ; avendo in 
ciò perduta la bella occafione d' impoflef- 
farfi di Roma, sì per lo sbigottimento, in 
cui era il Senato, ed il Popolosi per leCit* 

tà 



26 

tà di prefidj fpogliata , eflendo peritele fue 
Armare per mano de* Cimbri , e dei loro 
Fi», ibi. Alleati iquapropler et fi info fio agmint t/r- 
bem petti Jfent , grande difcrimen ejfet ; [ed 
in Veneti a. .ipfa coeli,folique ci ementi a ro- 
bur elanguit. Finalrnenre, che effi provocai- 
fero quivi Mario a battaglia, e di averne 
tofto ricevuto favorevole rifpofta : jamdi- 
em pugn<e a Mario Imperat. petierunt , & 
fic proximum dediti e fé fu quefto il terzo 
giorno dopo, in qual modo dal Vefonefe 
portarfi in sì breve tempo a Vercelli , cen- 
to e cinquanta miglia da qui dittante ?Chi 
può dunque aflerire ,che ciò accadere fuor 
dei confini della Venezia, ancorché fi eften- 
defle fino all'Adda , come ora fono ? e me- 
no ancora, fecondo la defcrizione,che ne 
fece il Sigonio, air Adige fola mente PgwV- 
quìd enìm ab occidente Athefi , ab oriente 
finu Adriatico, a fept ent rione y ut ait Strabo y 
JSLatifone fiumine , a meridie Pado, eftcom- 
prebenfum y id totum fuit Ve ne forum , eaque 
regio uni ver fa Veneti a nominata eft. Do- 
vevano anche i Tigurini marciare colà in- 
ficine coi Cimbri , mentre vicino ad effi /la- 
vano accampati fui colli del Veronefe;poi- 
che in vano farebbero ivi rettati al foccor- 
fo de* loro alleati, andando quelli a Ver- 
celli . Perchè non piuttotto feguirli nel pia- 
no, o in guifa de'Perfiani ,. tolti in mezzo 

al- 



27 

alle Schiere gli Equipaggi, le Donne, eli 
Figliuoli , darne in loro guardia e difefa ? 
Ma eflendofi fino al termine della battali* 
trattenuti fui colli rnede(ìrni,e pofcia fug- 
giti vilmente:/» diverfa lapfi fuga % atque 
ignobili-, dee tenerfi per certo, che Zia quefto 
il luogo di sì grande avvenimento, e (èn* 
za mifurarne fcrupulofamente i termini, a- 
ver detto veriffimo il Panvinio, che in A- 
grò VeronenfiVII millibur pajfuum a Vero- y e ""i*\ m 
na , collati / fignis y a C.Mario ,& ProcCa- e. 7. 
tufo fundituf deleti f Cimbri V , pugnatum eft; 
onde poi a Mario vittoriofo furon coniate 
monete, nel cui roverfeio vedeanfi Quadri» 
gif decurrenter cum palma , efpri menti il 
doppio trionfo diGiugurta, e de* Cimbri 
ottenuto. 

/ Cimbri ritirati nelle Montagne Verone- 
fi y e Vicentine . 

CAPO V. 

SCiolte queflè difficoltà , refta finalmeti- 
te a vedere in qual modo, dopo la fa- 
tale giornata, i Cimbri fi ricoveraflero 
nelle Montagne di Verona, e di Vicenza, e 
in altri luoghi contigui ,ficcome i Verone- 
fiScritori,ilSarainacioè,ilPaovinio,ilCor- 
te, ilTinto,i!Canobio,il Mofcardo, rìfe* 

rifeo* 



28 

rifcono pure, che fi poneflero quivi in fai- 
vo. £ in vero querti erano i (iti più como- 
di alla lor fuga, come agii Indiani rotti 
dal Grand' Aleffandro^ i prortimi monti , 
ed ai Soldati del Conf Silano a Noreja le 
felve,ei luoghi alpertri,ecome in ogni fimi- 
le occafione fuol avvenire . Di tal cofa è 
egli un bel monumento il Cartello Maria- 
no, nel mezzo della ValpollicelU, che d' 
ordine di Mano fu torto eretto, in fegno 
di fua vittoria ,e della fuga prefa qui prin- 
cipalmente dagli Nemici ;e in quella Val- 
le , che prima del combattimento , gettati 
i ponti full' Adige, avranno Scuramente 
occupata . Neil anno dunque di Roma 
DCLIIII, e CI innanzi la Nafcita di 
noftro Signore , poiché Mario neir altra 
ftagione vicino ad* Aix nellaProvenza, fu'l 
fiume Are , ebbe disfatti da centomilla 
Teutoni, ed Ambroni , e refi di erti venti- 
milla prigionieri; effendo egli venuto alle 
mani coi Cimbri, dopo il Soltizio d'eftate, 
e tre giorni prima delle Calende d'Agoflo; 
ed avendoli fieramente dall'una parte, e 
dall'altra combattuto, reftarono vincitori 
i Romani,rimanendo fu'l campo centoventi- 
miila ertinti de' Cimbri, con Bojorige loro 
Re, e ventimilla prigioni. Infeguiti fino 
*;$!$*'' agli alloggiamenti , non ebbero i Romani 
meno cjie far con le Donne, e i Cani ma- 
ttini 



Pìut. Ti. 



*9 

ftini de* Cimbri, che ne (lavano a guardia, 
difendendoti quelle valorofamente colle lan- 
de, e con le piche dentro il recinto de' 
Carri, fecondo il coftume appunto delle 
antiche Donne della Germania , piene d'a- 
nimo maTchile^ guerriero; né potendo al- 
tro fare, fi uccideano piuttoflo co'i lor fi- 
gliuoli , che renderfi in man de 1 Nemici : 
nec minor cum eorum uxoribus pngna , qua zt°r- M 
cum ipfiffuity cum objcòlif undique carpenti s 
alta defuper quafì e turribur >lanceis , con- 
tifque pugnabant . Incominciatali la batta- 
glia, n* erano già vittoriosi i Cimbri, men- 
tre a cagione d'un turbine di polvere,fol- 
levato dal vento, Mario con la fua gente, 
erafi troppo feoftato da Catulo, che folo 
in tanto foftenne V impeto loro ,ed egli, e 
Mario fecero dei voti agii Dei per la pro- 
pria falute. Ma effendo i Gimbri avvezzi 
al freddo clima del fettentrione,c incapa- 
ci però di refiftere al caldo eflivo d'Ita- 
lia; è avendo il Generale Romano difpofto 
l'efercito m maniera, che il Sole dovefle 
dare negli occhi ai Barbari, ed elfi per ri- 
pararti da fuoi raggi coi Scudi, feopren- 
do il corpo alle ferite; a poco a poco fu- 
rono fuperati,e vinti. Fuggiti il rimanen- 
te dieffialla Valle, e avendo la Città da u- 
na parte , e i Romaui dall' altra , e poco 
ficuri luoghi a fera; ratti falirono i più al- 
ti 



///, 



m. 



i.c. 



SO 

ti monti Veronefi , porti al confine dell 1 
Auftna , conofcìuti poi col nome di Leffi- 
£nuaoi ni * ° Montagne LeJJìne ,e dentro di quelle, 
paragS. orride fel ve, di cui veggohfi tuttora gli av- 
vaozi nei tronchi di grofllffime piante • 
Tra quefti conviene ben dirti rifuggite co- 
là numero grande di nguardevoli Perfone, 
di Generali cioè, di Capitani, ed altri Uf- 
ficiali, come quelli , che aveano più agio 
di poterti falvare , e d'altri Nobili Fami- 
glie, che infieme col rimanente del Vol- 
go erano qui venuti dai loro paefi , come 
fino dal tempo, che abitavano al Bosforo 
Cimmerio,fcri ve Erodoto,che di molti/Ti mi 
Gentiluomini era la Itefla Nazione com- 
porta, e a fomigiianza degli antichi Per- 
iiani, ed or degli Indiani medefimi ,come 
nelle prefenti guerre intendiamo. I luoghi 
di Breonio , e di Alfaedo ali Adige , e quelli 
di Erbezo furono ficuramente i primi oc- 
cupati , indi gli altri a mattina , i quali ne* 
tempi poftenori furono poi diftinti in 
XIII Comnnità fecoioro fpecial mente u- 
nite, di Erbezo y Bofco con Pri^X^lana , ed 
or Cbie fa nuova , Valdiporro , AI feria , o // 
Cero y Velo , Campo Stlvan ì A^arin , Rove- 
re di Velo , Salme , Tavernole , Spria con 
Progno ,ovvero Badia Calavena , Selva di 
Prognò , e S Bartolo mmeo Te de f co ; ed han* 
no efiì foli circa XX miglia da oriente in 

oc- 



3* 

occidente, ma oltre a XXV dal confiti d' 
Alfaedo, e XV io larghezza da tramonta- 
na fino alli più baffi monti auftrali y e X 
miglia quinci dittanti dalla Cicca . Ma po- 
feia difìrutte leìielve,ora la parte fupcrio- 
re di quelli Comuni confi ite nelle più bel- 
le erbofe Montagne quanto vedere fi pof- 
fa , tale appunto, ficcome fpiega il Sig. 
D. Gregorio Piccoli , Tuonando in altra lin- 
gua oltramontana Lejfini y àà Lexin Erbofo; F,,/w,iW 
e nei tempi di'. e/tate fervono a nutrirvi 
numerofe mandre di Armenti, e di Greg- 
gie. S* apprefentano effe in viltà eminen- 
te a chi le mira nel pian di Verona , e fuori 
della Porta del Vefcovo, e nella loro eften- 
fione terminanti quafi in due punti con fj 
uno de' corni fopra dell'Adige , e prodi mo 
l'altro a quelle Vicentine. Ne* luoghi 
poi inferiori dagli Abitanti più coltivati 
fono i Villaggi, e le Chiefe collocate tra i 
bofehi , e i dirupi , ma dove ancora verdeg- 
giano ameni pafcoli, e prati, bagnati da 
piccioli rivi, e canjpi,e piante fruttifere in- 
torno alle abitazioni de* Cimbri Scenden- 
dovi in mezzo alcune Valli, e il fiume, che 
feorre nella felvadi Progno. Quindi inol- 
tratili i noftri Padri all'oriente, incomin- 
ciarono ad abitar quelle parti, che ora con- 
tengono ne' VII Comuni , e fono, oltre al- 
le più vicine, Pedefcala } z S. Pi aro sii PÀ« 

m- 



Il 

(lieo, Rocchy Roana , Canove , e C amputo* 
vere , Afìago, Gatto] > Fo^a , Enico , e Lu- 
Jiana (quafi lucus Diana;, dice il Pagliari- 
rimettendovi (tato un'antico Tempio aquel- 
la Dea dedicato) e Laverda, e Valle S. Do- 
nato. Stanno eglino fituati fopra di alte 
montagne nel fettentrione del Territo- 
rio di Vicenza , confinanti alle Trentine , e 
tra finuofe Valli, avendo la Brenta a mat- 
tina , e l'Attico a fera: 

Tetrarum feptem traffus jacet inter 
utramque 
MeJoacur is major dicitura /le minor: 
circondate intorno da inacceffibili rupi,che 
a guifa di njura fortiflime ne le difendo- 
no, e internamente ancora da' bofehi , e 
nel mezzo, ove come nel centro è Afiago, 
veggonfi quafi ondeggianti fpaziofi ame- 
niffimi prati, e il fiumicello Pacb > che per 
efla Terra, e ne* prati crafeorre. XXV 
miglia fi eftendono effi in lunghezza , e X X 
ne han di diametro , e XV dai loro baffi 
confini a Vicenza. Così Y Adice, e la Bren- 
ta fono propriamente i termini de' Cim- 
bri Veronefi , e dei Vicentini . Tale a vvan- 
zamento de 3 noftri moftrano chiaro le vie , 
che là fi conducono, ed i Villaggi dove,o 
fi parla il noftro linguaggio , in quelli an- 
che Trentini, Vallarla cioè, Folgaria y Pe« 
demonte , Lavarono e di qua Cafe nuove , 

La. 



Lafle haffé , ed altri : e come in Campo d % 
Albero confinante a Campofontuna , che ap- 
partiene a Selva di Progno : o dove nella 
pattata etade parlavano già, come in Durlo, 
profilino anch' egli a Campofontana y cRe- 
covaro , e la Val de* Signori y e Pofena con li 
vicini : e quei baffi Monti, e Valli finalmen- 
te , che piegano al meriggio,dove febbene 
non vi fia ufo per ragion del commercio, 
confervafi pure memoria, che fofTero Cim- 
bri ; e con Cimbrichc voci ,e nomi diftin- 
guonfi molte Famiglie, e le Contrade, e 
j campi , e i pafcoli , e gli altri poderi, co- 
me ne* pubblici Iftromenti fi vede. E in 
tal modo affai -bene ci unifeono coi VII 
Comuni. D'altre Reliquie poi, che abita- 
no eziandio nelle Saurie Venete y dietro T 
Alpi Giulie,c i pochi Villaggi nei contorni 
di Cimbra Ca/lello XIV miglia fopra di 
Trento, ne'quali in coftume fu il noltro 
Idioma, non v' ha dubbio, che effi non fia- 
no de' noftri ; poiché eflendo fopravvan- 
zati alla battaglia de* Cimbri per Io meo 
C milla Perfone, niuna difficoltà puòeffer- 
vi di credere, che quefti, e quei luoghi non 
popolaffero. 

Qucfla è dunque la feconda Epoca de* 

Cimbri, ft abiliti nelle montagne Veronefl, 

eVicintine negli anni del Mondo MMMDM 

incirca , e CI , come fi è detto , innanzi il 

C tem- 



u 

tempo di noftra Salute ,e fino ad ora MD- 
CCCLXII. E chi può dubitare , che quin- 
di mai fi partiffero i noftri Padri, effenda 
rimarti cotanto mal concj, e in sì poco 
numero , per tentar nuove imprefe , e cir- 
condati intorno da' Romani, e quali Ne- 
mici mortalmente odiati PSarannofi certo 
doluti, che avendo altre Genti del fetten- 
trione ne* fcorfi tempi conquiftate tante 
belle provincie al mezzogiorno dell'Afia, 
e d* Europa , ei Galli fpecialmente quelle 
d'Italia , e come lo avevano effi chiede al 
Senato Romano: fedem & agro*, in quibur 
Ft.Ep,6i. confìderent , ante petierunt i, così rimanefer 
delufi delle concepite fperanze; ma effen- 
do loro sì infelicemente riufcita la cofa,a- 
vranno (limato affai , che foffe loro concef- 
fo di potere abitar falvi quelli monti fco- 
fceffi , e le felve; menando quivi una vita 
fìmile a quella , che in fimili luoghi anco- 
ra viveano nella lor Patria , ficcomc di- 
f % ' J p£ ctatìfi Nomade/ y o Partorì dal greco apa- 
Amtq. fcendo , quei Gomeriani antichi, che Plinio 
P'JJjH collocò nella Scizia , fopra la Palude Meo- 
tide. Ed oltre a pafcer gli Armenti, e le 
Greggie, volendo far ufo delle legne, che 
fomftiiniftrano i bofchi, fi diedero a cuo- 
cere il Carbone, come tuttora è in coftu- 
me, vendendolo alla Città, e nei vicini luo- 
ghi; onde poi queftt monti nomaronfi Mon* 

tagne 



35 
tagnc del Carbone ; negli ftefli efercizj vi. 
vendo ancora le tante nobili Perfone 5 e lo- 
ro Figliuoli , che eranfi colla Pebe mischia- 
ti , qual foleano già i Patriarchi nella firn- 
plicità di que* tempi rimoti. Quindi nell* 
andar dell' età fcefero al piano, ficcome 
veggonfi per ogni luogo fparfe di quefte Fa- 
miglie, da gran tempo abitando nelle Cit- 
tà Artefici, e Negozianti de' Noftri ; e 
molti ancora giunti a nobile condizione di 
vita, e ricche entrate; quale molto proba- 
bilmente la Famiglia Cimetlino in Verona , *'***4 
che nel MDXVII ebbe Bernardino Cimer- 
lino Provveditore del Cognome de Cimer- 
lini alla Chiefa nuova; avendo forfecosì rad- 
doppiata la nobiltà di quel fangue, che Teor- 
ica già nelle vene . Ma più confiderai le 
forte egli è, che efli pure , fino dai primi 
tempi della Chiefa, ricevefleroi lumi del- 
la Fede Criftiana , quando alle Città vici- 
ne , ne giunfero i primi Miniftri di fua 
predicazione. E noi pure con antichif- 
fimo culto, e Tempi innalzati, e in Chie- 
fanuova dei XIII Comuni, e inRoech dei 
VII veneriamo la infigne Vergine , e Mar- 
S. Margarita , che morì in Antiochia , 
neli* impero di Diocleziano , e Maffìmia- 
no ; e di cui ben pretto in Occidente , 
fu fparfa. la fama , e gli onori. Non ab- 
biamo noi certi monumenti del tempo pre- 

C 2 CÌ- 



Lati, de 

tnor, perf* 
tap. Z. 
Còryf. 
Hor/t. */6~ 
in Mattò. 



36 

cifo, intorno alla converfione de' Noftri ; 
ma fecondo le teftimonianze de' Vicentini 
Scrittori , e de' Padovani , fu egli molto 
vicino alle converfioni delle Città di Pado- 
va, e di Vicenza, fatte dai lor primi Vefco- 
vi , o da S. Pietro, o dai proffimi fuoi Sue- 
ceflfori inviati; effendofi , dicono i Padri , 
nel breve fpazio di anni XXV, e di XXX 
al più fparfa in tutte le terre allor co-» 
nofeiute, 1' Evangelica Dottrina. 

Stato preferite de' XIII , e de VII Co. 
munì , ed altre offervaHli co fé . 



CAPO VI 

VEdute abbaftanza le cofe, perchè fi 
provafle vera l'origine de* Cimbri 
negli Abitanti delle Montagne di Verona, 
e Vicenza, e vera la loro profapia da efli fi- 
no alla noftra etade;è egli d' uopo il dire 
alcuna cofa di ciò, che al loro prefente fla- 
to appartiene. Qui è da compiangere, che 
dal numero dei VII Comuni quafi tolto 
ne fofle, per un incendio furiofo, quello di 
Galio,eflendovifi nello feorfo annoMDC- 
CLXII,il dì primo di Maggio attaccato in- 
feramente il fuoco, e confumate le cafe di 
oltre a. C. Famigle, ii Tempio, e l'Abi- 
tazion Parrocchiale. Ma come piacque al 

Signo- 



11 

Signor, così avvenne pernii fuoi fempre giù* 
ili Giudici ; e noi diciamo in tanto, che 
per divino favore, effondo maffimamente 
lontani dal troppo commercio, molto fio- 
rifea inquefle Cimbriche Comunità la Re-" 
ligione Cattolica, ficcome cento e feffant' 
anni fono, diede il nome onorevole di D/- 
votijjìme alle Perfone de* VII Comuni 
Marco Corner degniamo Vefcovo di Pado- 
va nel fuo Decreto premeffb alla Cimbri- 
brica Dottrina. Negli Ecclefiadici poi mol- 
to ancora la difciplina ,la feienza, la pie- 
tà, il zelo delle Anime; e in quegli fpe- 
cialmentc tra iSacri Partorì nelle Monta- 
gne Veronefi, che per la fua eftemporanea 
eloquenza , e foaviflìma facondia nella di- 
vina Parola, fembra > che le api abbiano 
in fua bocca fabbricato il melle , e refo già 
celebre per le fpirituali fatiche . Quindi 
è, che s'era fra noi rimafta alcuna barba- 
rie, ne fiano onninamente fpogliati i Po- 
poli; regnando in ogni luogo Angolare di- 
vozione, ed ottimi coftumi , congiunti ad 
una maraviglie^ innocenza di vita,c fem- 
plicità di cuore . Ed è ortervabile, che nei 
XIII, e ne i VII flavi anche nelle cofe ec- 
clefiaftiche, e fpirituali una fimiliffima of- 
fervanza,e rito nativo, Hann'eglino par- 
ticolari preghiere,ed offerte nelle Domeni- 
che delle quattro Tempora dell'anno. Ol- 
C 3 tre 



tre alle Feftività di precetto ,moltiflime 
anche ne oifervano di pura Divozione, e 
molte volontarie Vigilie, e Digiuni la Gio- 
ventù fpecialmente.Sonoperfeveranti nell* 
Orazione r alle Dottrine , e Catechifmi y 
che due volte alla Feda s* infegnano pu- 
re ne* tempi di eftate. Ufano molta pietà 
verfo i Defonti,e facendo oblazioni in lora 
fuffragiò ne* giorni de' lor Funeraii,e fopra 
i Sepolcri orando ufeiti che fiano di Chie- 
fa,ed in più luoghi quotidianamente indo- 
ro falmeggiandone il proprio Ufficio. £ 
fembra in fine, che gli uni dagli altri ap- 
prefe abbian le maniere del canto in tut- 
te le facre Funzionile nelle cofe tutte, che 
a pubblica orazione appartengono, e co- 
turni di Chiefa. In X Parrocchie fono ora 
divifi i XIII Comuni, quella di Erbezo, 
cioè, quella di Chiefa nuova, Valdiporrò, 
Cero , Velo, Rovere di Velo, Saline , Ab- 
badia Cala vena, Progno, Campofontana,e 
S. Bartolommeo Tedefco, Fuori dell'Ab- 
badia Calavena , delle Comunità è li eie- 
zione , e prefentazione de* proprj Partorì 
al Vefcovo di Verona , che fon d'ordinario 
di que* Luoghi ifteffi. Dal quale ottimo 
coftume non mai certo partir fi dovreb- 
bero; poiché riguardo ad efli , e fono que- 
lli li più meritevoli Soggetti ,e li più atti 
Umilmente allo Spiritual governo delPani- 

j me, 



Ì9 
mc,e a mantenere miglior armonia, e per le 
particolari !or coftumanze. Altri Acri luo- 
ghi in/Igni fi contanodcntrodi quefti;de qua- 
li il primo è la Chiefa intitolata S Mauro in 
Saline, luogo appunto fantificato dalla pre- 
fenza del medefimo Santo ; il quale nel 
principio del VII Secolo vi fi ritirò, aven- 
do per umiltà rinunciato al Vescova- 
to di Verona, affin di condurvi una vita 
penitente, e quieta . Vi flette lo fpazio di 
VII anni , e colle Aie preghiere, a guifa di 
Mosè, fé fcaturire una fonte d'acqua , la 
quale di prefcnte vedefi fcorrere verfoCa- 
lavena; etfendovifi in memoria di ciò, e 
del S. Ófpite , eretto un Tempio di co- 
sì detta Gotica architettura. Chiamata 
per mezzo d'un Angelo a Verona alli xxi 
di Novembre, circa T anno DCXXII , 
rtfe io Spirito al Signore prima di en- 
trarvi, nel fito, ove è il Cartello di S. Fe- 
lice, annunciata colfuonodi tutte le Cam- 
pane la morte del S.Vefcovo, In grande ve- 
nerazione è pure T antica Chiefa di S. Vi- 
tale Martire della Parrocchia di Rovere di 
Velo , e molti Popoli ivi concorrono in 
pubbliche proceffioni, impetrando frequen- 
ti grazie dal Cielo per fua interceffione* 
Nella metà poi dell' XI Secolo era già in 
Calavena una riguardevole Pieve , in cui 
prefedeva na Arciprete, come vedemmo, 
C 4 ed 



Kìtncol. 



40 

ed 5 fuoi Preti aveano il nome di Canoni- 
ci, in forma di Collegiata. I monti , e le 
felve intorno fervirono quafi di altra Te. 
baide ad alcuni Monaci delia Germania ; i 
quali poi fotto di Pellegrino Abate ridot- 
tili infieme, incominciarono ad abitare in 
un Moniftero fopra il monte di S. Pietro, 
di cui la Chiefa fu confacrata da! Ponte- 
fice LucioIII, Tanno MCLXXXiV, nel dì 
xrn del mefe di Giugno 1 Quefti sì per 
l'efemplarità della vita, sì per gli ammae- 
fhamenti di Dottrina Criftiana a quella 
Gente, molti beni avendo acquiftati,eGiu- 
rifdizioni Ecclefiaftiche, e Civili, e trafpor- 
tata da' Vefcovila Pieve aTregnago;ne oc- 
cuparono effi il luogo, effendo Abate Maf- 
feo Matfei nel MCCCCXX1V, innalzan- 
dovi un nuovo Moniftero contiguo all' an- 
tica Chiefa; ora per la mina, che parea 
minacciar, effendo in parte distrutte le log- 
giedel Chioftro interiore. Poffiamo parla- 
re, come di Santuario pofto tra noi di quel- 
lo sì celebre della Corona in Montebaldo. 
Cimbro è il nome diftintivo di Baldo, ve- 
nendo egli chiaramente da Walt ,0 Bah , e 
vuol dir bofchereccio,a quel monte ; e fono 
pur molte le Famiglie de'Cimbri colà tra- 
fportate, e alla Ferrara da immemorabi- 
le fpazio di tempo , ficcome a'noftri gior- 
ni. £ finalmente per la fingolar divozio- 
ne, 



4i 
ne, che gli Abitanti dei XIII conduce ad 
etto facro Luogo. Egli è collocato tra le 
maggiori orridezze della montagna, verfo 
il fiume Adige, ov/e nel MDXX11 prodigio- 
famente comparve IH Immagine della SS. 
Vergine, con fopra le ginocchia il Divin 
Figliuolo defonto; dopo la perdita di Ro- 
di , creduta ivi portata dagli Angeli , da 
quel!' [fola ittefla. 

Il Gius di eleggerfi i Partorì dell'Anime, 
e di prefentarli al Vefcovo di Padova, egli 
è ancora in parte appretto dei VII Comu- 
ni, ed è Afiago laChiefa onorata col titolo 
di Archipresfyìterale- Altre XII Parecchie 
fono vi ne' rimanenti Villaggi, da noi poch' 
anzi diftinti, e grande in effe è il numero 
de' Sacerdoti, e deCherici al divin culto 
applicati .In Roccio è P antichifiìmo Tem- 
pio di S. Margarita V. e Martire , e ap- 
pretto di lui reliquie di Monittero , e di 
un altro Umilmente a S. Pietro > fopra 
il fiume Attico. Alla Tua riva occidentale 
forge il monte Summan ,che al fettentrio- 
ne maflimamente conferva ì vettigi della 
Lingua de' Cimbri.; e nelle fue cime è un 
Tempio alla Madre diDio confacrato,ed 
ha un Convento di Religiofi per fu o go- 
verno. Gli Storici Vicentini lo fanno an- 
tico fino dal primo fecolo della Chiefa ; 
ma è certamente gran tempo, che ivi con- 

cor- 



corrono i Fedeli in divotiffime proceflìoni 
ancora . A quefto vi fi aggiunga quello 
della ilefla Vergine in Foza . Gode Afia- 
go, e tutta la Gente de' Cimbri l'onore 
della VenerabileGiovanna Maria Bonomo, 
di cui fperanfi non molto lontani gli At- 
ti di fua Beatificazione . Nacque effe in 
quefta Terra il giorno xv di Agoflo , nel 
MDCVI, da Pietro Bonomo nobile Vicen- 
tino,ma dalla Famiglia de Bonomi d'Afia- 
go , e da Virginia Cefchi di Valfugana. 
Educata in Vicenza, veftì poi l'Abito mo- 
nacale Benedettino tra le Religiofe di S. 
Gerolamo della Città di Baflano,dove fu 
anche Abadeffa. Quefta Serva di Gefu- 
crifto , di cui la vita fcrifle AlbertoGar- 
zadoro Canonico Lateranenfe / fino dalla 
fua prima età refa celebre e potente in o- 
pere,e in parole, e per li fuoi fcrittidi pie- 
tà^ chiara per il dono di profezia , e di 
miracoli innanzi, e dopo morte ; fantiffi- 
inamente riposò nel Signore il di i di Mar- 
zo,delI'anno MDCLXX> per efferci , come 
fperiamo, Protettrice amorofa dinanzi a 
Dio, e perchè immitandola in terra,le fia- 
mo compagni in Cielo . 

Ma al temporale paflando,difle alcuno, 
che i VII Comuni fi radomiglino ai Sciti, 
vagando qua , e là con le lor Greggi ; ma 
in ciò meglio certamente agli antichi Ger- 
mani, 



4J 
mani, i quali aveano fecoloro divifi i po- 
deri , ficcome i noftri ; e che alcuni poi di 
queftijper maggior comodo ai pafcoli, feen- 
dono al piano ne* tempi d'inverno. Furo- 
no già i XIII, e i VII Comuni favoriti di 
molti Privilegi dalli Signori Scaligeri , e 
Vifcontidi Milano; ed erti poi confermati 
dalla Munificenza del Sereniffimo Veneto 
Dominio , e con fomma Liberalità tutta- 
via confervati . Agli uni ,e agli altri è per- 
meflfa una particolar facoltà di regolarfi fé- 
condo il dovere de* Sudditi. I XIII per 
mezzo di un loro Configlio comporto di 
un Capo , e di altrettanti Configlieri, ed un 
Cancelliere di XXXIX poi nel maggior 
Configlio , con la prefidenza di Pubblico 
Vicario; e fanno in Velo le loro adunanze, 
e deliberazioni; e d'ordinario air Abbadia 
Calavena tengonfi poi le Udienze del Vi- 
cariato , che in quefte noftre Montagne, 
fino da' primi tempi fu già ftabilito.In A- 
fiagohan parimente le lor Riduzioni i VII, 
formate di due Reggenti per ogni Comu- 
ne, ed un Cancellier; e indi Nuncj in Ve- 
nezia , e in altre Città per gli ordinari lo- 
ro intereflì. Fedeliflìmi in ogni tempo fu-DacPetr. 
rono alla Sereniflima Repubblica , ficcome °' im - *•• 
di quelto fpeciofo titolo onorati vengono l749 . 
gli uni , e gli altri da Pubbliche Ducali , 
nel cuflodire mafllmamente i Paffi dal Ti- 

rolo 



Ex P furti 
■D«f. 1414 



lì nello 
fcorfo Se' 
toh di 
Contea in 
fine deco- 
rala la 
Cafa Vie^ 
ro in Ba- 
viera dal- 
PElettor 
Ma/ftmi- 
ìiano . 



44 
•rolo in Italia. Nel che per il valore dell* 
'armi Conofi didimi i VII Comuni, avendo 
nei primi tempi affai contribuito adiftrug- 
gere i Carraresi, capitali Nemici del No-, 
me Veneto , ed ajutato Gerolamo Savor- 
gnano a reCpingere reCertito di SigiCmon- 
do Duca di Auftria , e refiftito a quel di 
MaflimiIianolmperadore;e finalmente pre-, 
flati limili altri fervigi nell'ultime guerre 
della fteffa Repubblica. Né militarono Co- 
lo per effa i valorofi Ufficiali dall' Oglio , 
Barbieri, Softer, e Carli; ma appreffo T 
Augufta Cafa d'Auftria, ed altri Principi 
della Germania ebbero luogo dirtinto; co- 
me i dalTOglio fteffi,e i Carli anche Cot- 
to il ReGuftavo diSvezia. Ma fé dei XIII 
Comuni non Capiamo noi tante coCe, pure 
egli è certo, che ai biCogni di gran Comme 
impiegarono; ficcome nella periglioCa Le- 
gadiCambrai per il loro Sereniffimo Prin- 
cipe liberamente offerirono cinque mille 
Ducati, perchè foffero anche di nuovo con- 
fìrmati gli antichi lor Privilegi; e in que- 
lla pure , e in altre pofteriori umiliffime 
fuppliche ne li compiacque benignamente 
la paterna Sovrana Pietà. Così per la cu- 
ffodia ai confini dell' Auftria , avendo dall' 
anno MDC, fino al MDCCXL CpeCe in- 
torno a centocinquanta mille, e cinquecen- 
to lire , e ottawt'otto mille nel periodo di 
foli tre anni . S'egli 



4* 
S* egli è lecito di parlare a favor della 
Patria per le Famiglie illuftri., che da efla 
ne vennero, tra le altre opinioni può Ten- 
ia taccia di prefunzione affermarfì ,che i 
Signori Scaligeri , fìano difcefi da'noftri 
Cimbri Veronefi, Malamente s'accordano 
i Scrittori nella lor prima origine, chi da 
Baviera , chi d* altre parti della Germa- 
nia, e chi d'altra Famiglia per alcuna fo- 
miglianza nei loro Stemmi Gentilizi vo- 
lendola, e chi fol Veroncfe. Ma quello, 
chea noi favorifce,è ilparere di chi la de- 
riva dalla Chiefanuovà dei XIII Comuni, e 
dalla Contrada detta la Scala y ov % h Scbale- 
rek. Sembra,chequefti megliodi altri s'ap- 
piglinoai titoli di vera Genealogia;e perchè 
era quelluogo,ed altri Alodiali nelle Monta- 
gne,potteduti dalli Scaligeri, come dai libri 
di lor Fattoria fi vede; e perchè sì naturale *'"*' 
denominazione traggono, a guifa di tante 
nobili Veronefi Famiglie, e delle flette Ca- 
fe Sovrane d'Europa, daL.Luoghi di loro 
antico Dominio: e ciò più, che da Scha- 
Umberg ditte alcun altro ; come un tal co- 
gnome dalla Scala dura eziandio in tutti 
quelli , che ivi fi trovano, fecondo rimi, 
verfa! ufo de'noftri Ombrici Cafati . In 
tal modo può conciliarfi infieme e il lenti- 
mento del Villani , e quello di Albertino 
Mudato Storico Padovano, che nati li vo- 
gliono 



4 6 
gliono da' baffi Progenitori, poiché da Mon. 
tagna appunto difcefi ; e di quelli , che ce 
la jmoftrano nobile antica Famiglia ; po- 
tendo effere da molto tempo venuta nella 
Città, equi poi fatta nobile; e perchè u- 
fcita ella fia da nobile Stirpe de* Cimbri, 
che ficcome fu detto ,eran tra effi . E n f è 
forfè piccolo indizio l'affetto, che li Sca* 
ligcri han dimoftrato ai Comuni di Chic 
fa nuova, Val di porro, e di Erbezo maffi* 
inamente, nei beni loro affegnati , e nei Pri- 
vilegi ai XIII,ed a' VII Comuni largamente 
conceffi , che che penfare anche fi poffa in- 
torno ai pubblici rifléffi del lor Principato? 

Felice è il clima nel partorirvi chiari in- 
gegni, imperciocché non v* ha alcun' Ar- 
te liberale, o mecanica, in cui non fiorif- 
fero de* noftri Cimbri . Negli Elogi di Fran* 
cefco Pola abbiamo, che il tanto celebre 
Giulio C. detto anche Scaligero , ma real- 
mente Bordoni , nafceffe da Bartolommeo 
egli pur d' eccellente fa pere , nell'anno MC- 
CCCLXXXV1II, alia Ferrara in Monte- 
baldo fopra la Val di Caprino :natus ejì ad 
are erri Ferrariae, qu<e eft in Valle Caprini, 
e in fomma riputazione di gran Letterato 
morto finalmente in Agen Città della Fran- 
cia. Dice/i ad arce m y e benché non vi fuf- 
fifta ora il Cartello , ne porta ad ogni mo* 
do il nome quel (ito, ov f egli verifimil. 

men- 



47 
mente èra , quale per un Cartello di Giù- 
rifdizion de 1 Vefcovi di Verona, fopra lai 
Parrocchia! Chiefa della Badia. E molto 
probabile cofa , che dalli Bordoni abitanti 
fino d' allora a S. Bartolommeo Tede/co 
(come predo di quelle Famiglie veggonfi i 
Documenti) veniffe il di lui Padre , ef. 
fendofi già da quel tempo eziandio altre Ca- 
fe de'Noftri trasferite alla Ferrara ; quale 
fopra una di effe da Rovere di Vello par- 
tita , è ora innevata quella de' Lorenzi , e 
cV altra affinità imparentata con i prefenti 
Lavarini di Àlfaedo ; e a norma de* paf- 
fati efempj, feguono altri a cambiar Pae- 
fé, ed a far Maritaggi a vicenda ,e ad ef- 
fervi colà Parrochi àncora de' noftri. Né 
ricufiamò di dire, che delle noftre Monta- 
gne fotte il rinomato Bertoldo , che nel VI 
Secolo fu già in Corte di Alboino Re de* 
Longobardi in Verona, da quefte facendo- 
li egli difendere: 

(Poiché) abitava in monte ermojd in* 
colto y 

d* ogni commercio uman libero efciolto\ 
Can- i. otr xviii. 
fìccome parecchie fon le Famiglie de'Ber- 
toldi fra noi , ed eflendovi la Contrada co- 
sì nominata in Rovere di Velo. E può bene 
paragonarli ad Efopo filofofo morale, poi- 
ché le fue faggie accortezze fentenze, e 

favo- 



favole illuftrate furono fimilmente di no- 
bili Poemi , ed Alegorie de' più celebri To- 
fcani Poeti, come le Favole di quegli da 
Fedro eccellente Poeta Latino. Fiorirono ,e 
fiorifcono ancora nei Collegi di Padova , 
Vicenza , Verona >e in altre Città . Uno di 
efli fu in quefto fecolo il Signor D. Gre- 
gorio Piccoli Sacerdote di Erbezo chiaro 
per gli fuoi ferirti di Matematica, di Agro- 
nomia, di Fifica, e di Geografia . Circa il 
trentefimo anno della fua etade diedefi ai 
itueij incominciando dalla Grammatica, e 
in breve sì bene riufeì in ciafeuna di que- 
(le parti della Filofofia, oltre alla Teolo- 
gia . Fu di coftumi innocenti , e pii , e de- 
gni d'uomo ccclefiaftico, avendone abbrac- 
ciata la vita dopo di effere oneflamente 
viffuto con la fua Moglie, da cui ebbe Fi- 
gliuoli,che vivon tuttora ;ed egli lodevole 
mente finì nella Patria i fuoi giorni nell' 
anno MDCCVI ,di Gennaio, vicino ali ot- 
tantefimo di fua vita. Ma ai Defonti fo- 
pravvive in Verona f eruditiffìmo Signor 
Abate Domenico Vallarfi , più rinomato 
nelle fue opere, e Storia dei Letterati, che 
coffa iodi prefente lodare; originario anch' 
ei di Vallarfa luogo degli interpoli ai XIII, 
e VII Comuni, e confinante a Recovaro ; 
e perciò uno de' più belli ornamenti de* 
Cimbri, e in quelle , e nelle future etadi. 

MoK 



49 

Molto degni Uomini v> ebbero nei VII Co- 
muni, e tra efli Niccolò Molini d' Afiago* 
flato Canonico e Generale Vicario di Cana- 
da : un Abate de' Conti Barbieri, della Con- 
gregazione di S.Giuftina di Padova, e che 
molto vicino egli fu alla Porpora Cardi- 
nalizzia .-il P.Giufeppe M. dall' Oglio Precì- 
dente in Vienna dell Ordine Carmelitano , e 
ConfeflTori de'Principi, delle Cafe de'Conti 
Bonomo, dall' Oglio, Mofele, Fineo. Sindi- 
co finalmente dello StudiodiPadova ne' tem- 
pi feor fi il Signor Conte Antonio Barbieri. 
De* XIII Comuni non tennefi cosi diligen- 
temente regiftro; ma ora di quefti, ficcome 
dei VII , innumerabili fono i Sacri Paflo- 
ri di Anime , non eflendovi anche tra noi 
quafi Parrocchia, che molti non ce ne ad- 
diti viventi, e defonti a noftra memoria, 
e nelle Città , e ne* Villaggi ; e di pietà e 
di dottrine forniti, tra quali fu il Signor D. 
Ottavio Roflblini . Nacque egli in Valdi- 
porro nella Contrada de'Roflblini , e la fua, 
e la noftra Famiglia Pezzo del Griez , con- 
giunte di fangue per linea materna. Par- 
rocho egli fu prima al Cero, e pofeia dal 
Popolo eletto a Chiefanuóva. AI zelo di 
vigilantiffimo Pallore unì l'auflerità della 
vita, la frequenza dell'orazione, la libe- 
ralità verfoi Poveri, e per il culto divino; 
e morì nel Signore compianto da tutti nel 
D M- 



50 
MDCCLIX alli xx di Gennajo ,e de fuoi 
anni LXVI. Eccellenti Proffedori di Medi- 
cina fonovie ne' principali Comuni de'Cim- 
bri, e in quelli ad effi appartenenti : tra' 
quali fé a noi grande onore il Signor Proto- 
C f*wlt medicodi Verona StefanoPiccoli,difcenden- 
beroditaitt da i Piccoli di Erbezo. Nella Pittura il 
J'j^jjj celebre Badano, che tale chiamavafi per- 
i>. Greche neabitafle in quella Città, ma della 
Phìoli. Famiglia Scaggiari d'Afiago, edeiridefla 
altri dopo di lui . Anche nella Mufica fonovi 
alla Corte di Pietroburgo in Mofcovia i va- 
lorofi fuonatori di Viola , e Violino due 
Fratelli dall' Oglio. E perciò che appar- 
tiene all'Arti mecaniche, nulla cedono per 
ogni luogo i noftri Cimbri agli infigni Pro- 
fedori di effe, o fia nell'opere d* Ingegno, 
o d'altre manifatture , anche ad incider ma- 
ravigliofamente nel Boffo gì' iftefll Parto- 
rì E noi polliamo ancora non fenza ragio- 
ne annoverare tra i poderi de' Cimbri V 
cfimio naturai Matematico Bartolom- 
meo Ferrazzin,ora pubblico Ingegnere in 
Venezia, e tanto dimato per le Tue opera- 
zioni , e che ha Figliuoli di un fimile talen- 
to . Solagna è la Patria, fopra la Anidra 
riva della Brenta tra le Montagne, per cui 
ne {corre, e in faccia a quelle de* VII Co» 
munì, alla dedra del fiume.Cuoceva il car- 
bone fuo Padre , originario ei pur di que' 

luo- 



5* 

luoghi, de' quali è egli di prefente una glo- 
ria sì grande. Manca perciò la fola Lin- 
gua a moftrarlo intieramente de* noftri. 

Vuole il Signor MarchcfeMaffei, che la 
Terra di Saline ffbflfe antica Miniera di Sa- 
le , tal'appunto Tuonando il nome Saline; 
che poi o in tutto cefsò , o fé ne perdette 
col tempo notizia. Ma ricchi fon tuttavia 
ì monti Veronefi de' Cimbri di rari impe- 
trimenti,e d'ogni genere ancora. Di Te- 
ftacei Marini fecondo è il notiffimo luogo 
al piede orientale del monte di Bolca , a 
mattina di S Bartolommeo Tedefco , de- 
che né più intieri, né in maggior copia di 
fpecie altrove fi fa piano efTere, né in Isle- 
fia, né in Paleftina . Perilchè eflendone fta- 
ti alcuni trasferiti neir Iftituta di Bologna, 
con ragione avvertì il Signor MafFei , che 
malamente fi dicono Saffi hlehiani, toglien- 
do a noi l'onore , che fiano Cimbrìci Ve- 
ronefi . D'altri varj Impetrimenti trattò 
nel fuo Ragguaglio della Grotta feoperta 
ne* confini di Alfaedo, il Signor D. Grego- 
rio Piccoli, e di moltiffimi Corni di Amone 
a fpira, ne monti di Erbezo , Chiefanuo- 
va , Valdiporro , Cero 5 Rovere di Velo , e 
per tutti i Leffini ; e circa il MDCCXXX 
il famofo Cervo in tutto il fuo efteriore 
fopra Grezzana, cb^ tra varie fpecie dì 
quefte Petrificazioni , tenea il defonto Si- 
D 2 gnor 



5* , 

gnor D. Giacomo Spada Arciprete di effa 
Pieve , nella fua vaga e celebre Galleria . 
Copiofa raccolta è pure nei Mufeo Mufe- 
felliano , preffo del fuo illuftre Autore il 
Signor Marchefe Jacoppo Mufelli; e in Ca- 
fa de' Signori Conti Gazzola; ed altre fpe- 
cie di piccole Piante petrificate , novamen- 
te trovatefi fulla ftrada di Sprea , condu- 
cente a Bolca: altre pure anche Marine iti 
Galio , ne vidi io fteffo, e fuolidi Carbon 
foflile in Roana . Belle Cave di Pietre 
in molti fiti, quali fono d f un giallo fu 
mile a quello di Torri, e alquanto più mac- 
chiato, in Valdiporro, al Griez: di nere 
macchie, e bianche ftrifcie in Velo, e in 
Lugo confinante al Cero ; dove altre ne 
fono di roflb con macchie grandi dorate, 
e limonane, e d' un bigio detto l'Occhio 
di pernice. In più parti il Mandolato di 
affai vivi colori roffeggianti, e bianchi. A 
S Vitale vicino a Roveredo,la Cava delle 
Colonne ,ed Archi , di cui ornate fone le 
due prime Cappelle del Duomo di Vero- 
na , e d'un mirto confufodi più colori , fimi- 
le a Tartaruga: e finalmente la bianchif- 
xna pietra detta quindi Bìancona , in molti 
luoghi de' noftri Comuni. Ma più benefiche 
fono alle infermità corporali le Acque Mi- 
nerali ,di forte acido fapore, che fcaturi- 
fcono in Recovaro , neir intervallo dei 

XIII 



Si 
XIII, e VII Comuni, divenute fi celebri, 
e frequentate, dove anche quantità grande 
di Mole da macinare fi cavano. Benefici 
pure i Semplici tanto pregevoli de* noftrì 
Lettini , e di Campo Brun, e del Monte 
Summan,i primi dottamente illuftrat i, ile- 
come quei di MonteBaldo,dal SignorGian- 
francefeo Seguier Gentiluomo francefe, di 
Nimes. E in fimil guifa dal Botanico Prof- 
feflbre di Padova Giulio Pontedera,quei , 
che ne' VII Comuni feoperfe , e diede alla 
luce. Aggiungeremo in fine 1 ornamento 
di belle Selve , e tanto utili a noi, in o- 
gni luogo delle Montagne Veronefi, e Vi- 
centine, di Peci fpecialmente compofte, di 
Abeti, Larici, Fagi, Aceri, Roveri, Ceri, 
Cornioli > Nocioli,ed altre piante. D'in* 
tieri bofehi di Caftagni, alberi d'altre fpe- 
cie fruttiferi, e Viti nelle parti inferiori > 
quali anche nella \£alle di Abbadia Cala- 
vena . 

Ciò barti per ora airiftorica dimoftra- 
zione dell' Antichità di noftra difeendeuza 
da' Cimbri , e della Lingua infieme , e del- 
lo flato prefente di cofe ; numerandofi 
MDCCCLXII anni dalla ritirata denoftri 
Maggiori fopra di quefte Montagne, e in- 
torno a MMCC da Mario rifalendo al Par- 
taggio de' Nipoti di Noè . 

Fine del Primo Libro. 
D 3 



D E I 

CIMBRI 

VERONESI , E VICENTINI 
LIBRO S ECONDQ. 

DI MARCO PEZZO 

P. VERONESE 
Contenente il Vocabolario. 




IN VERONA, MDCCLXIII. 

Pre Agoftino Carattoni Stampator Vescovile; 
Con Licenza de Superiori . 




PREFAZIONE. 




Eefi in vero con molto rincrc- 
fcimento di animo parlare 
di quefto Saggio de* Ombrici 
Vocaboli , volendoti per noi 
riparare in alcun modo alla 
perdita di noftra Lingua ; concioffiacchè 
una parte ancor di me fteffofembri a me 
tolta,eflendo ella fiata le prime e fole vo- 
ci dal mio Genitore apprefe, e articolate 
fino ad alcuni anni di Aia giovanezza. 
Incominciò egli adunque a decadere il di 
lei ufo appretto di noi Veronefi nel prin- 
cipio di quefto XVIII Secolo ,confervan- 
dofi ella foltanto in Selva di Progno , nel 
Colonel della Giazza, e in Campo* fonta- 
na y alcuni appena fentendofi y oltre i 
Vecchi ,che ne la parlino altrove .Né per 
foftenerla in piedi furono punto baftevoli 
le ferie ammonizioni di dottiffimi Vefco- 

vi 



5* 

vi nella Prefentazione de' Parrochi elei- 
ti da'Noftri, innanzi ad elfi in Verona; 
né le approvazioni , e le lodi pure dalle 
ultime parti venuteci della Germania, per 
gli efemplari colà trafmeffi dagli Eruditi 
amatori di queifte preziofe Reliquie. Ap- 
preso li Vicentini fìmilmente gli Abitan- 
ti di Enico vicino alla Brenta , e quei di 
Lufiana fonoffela eglino ancora quafi di- 
menticata : e né comprefi Comuni dei VII , 
Laverda ai mezzo dì, e la Valle di S. Do- 
nato ,e quelli finalmente sii V Artico, Pe- 
delcala, e S. Pietro. Ella è già manifefta 
la caufa di quella luttuofa ruma , e furo- 
no i Maritaggi de' C/rnbri ifteffi con Don- 
ne de' contigui Paefi italiani , e le paren- 
tele, e il commercio con li Vicini , e per 
gli umani rifpetti in fine, e il poco amore 
della paterna lor Lingua , sì nelle fecola* 
ri, che nelle Ecclefiaftiche Perfone , mer- 
cè il non intender eglino i bei caratteri di 
fua pregevoliffìma antichità. 

Non crediamo già noi, che, riguardando- 
fi a quelli medefimi,e nel dimoflrarla per 
la maggior fua parte uniforme alla Tede- 
fca , pofla metterfi in dubbio, effer eifa con 
noi derivata da* Cimbri- Imperciocché 
efTendo flati quelli della Cimbrico Cher- 
fonefo,il più antico Regno del Settentrio- 
ne , eflì più di qualsivoglia altro Popolo 

par- 



59 
parlare doveano il Germanico idioma. Né 
dire fi può , che fiafi egli tanto cambiato 
da' tempi di loro dicefa in Italia , ficchè 
a Scontrarne non s'abbia il prefente ufo. 
Cofa riputata pure imponibile da Goropio 
Becano in Lingua matrice, la qnale ten- 
nefi maffimamente lontana dal commer- 
cio di Gente (tramerà : Scio quidem ( così 
egli ragiona ) nullam fere linguam din per 
omnia eamdem manere , eo quod paullatim 
vel e a , qu<e longo ufu trita funt >incipiunt **"»***' 
difplicere . . vel ea de vicinarum gentium 
commerciti nova nomina furrepant , ut ad 
Latino r èGnecia non panca vocabula tran- 
Jierunt . Nec ignoro inflexiones vocum longo 
temporum lapfu aliquando immutari , con» 
ftruEìionem item non perpetuo eamdem ma» 
nere - Verum oh has permutationer lingua 
non abiit in diverfum omnino genur. Che 
perciò (limava egli credibile, che Numa 
iileffo, fé nell'aurea età di Cicerone forte 
riforto, neloaverebbe a perorare intefo. 
In fatti quefto dotto ingegnofo Autoreco- 
nofcer ci fa , che le più antiche voci Teu- 
toniche , o Cimbriche , com' egli le chia- 
ma, fono le ifteflè, che ora s adoperan, nei 
generi tutti di cofe da lui eruditamente 
moftrate. Ed eccovi le antiche, e moder- 
ne differenze, che nate efler poflbno da' 
più rimoti , ai più poderiori tempi della 

lin- 



6o 

lìngua Germanica, oltre a que'rifieffi ,ché 
per altre difficoltà 3 far fi potrebbero nella 
minore , o maggior cultura di efla , ond' 
ella di fecolo in fecolo diverfamente va- 
riar puote . Ma più d* ogn' altro la Ver- 
fione Gotica delle Sante Scritture fatta 
già dal Vefcovo Ulfila nell anno CCCLX 
di noftra falute, ed i Frammenti di lei 
da un fecolo e mezzo fcoperti ,e da Fran- 
cefcoGiunio pubblicati alle ftampe,col no- 
me di Codice Argenteo , fono un monu- 
mento chiariflìmo di tal verità , in effi ri- 
conofcendofi il vero anticoGermanico lin- 
guaggio , (iccome dal fuoLeffico appoftovi sì 
(loro.Hi'ft. beue apparifce. E fapiamo noi , che nel- 
bccLil la Gozia, e nella Norvegia , e nella Sve- 
stZ" l Rer. z ' ì2i > c ne ^ a Danimarca (che dee chiamar- 
kcc/.c. fene il centro ) e nei Baffi Paefì , e negli 
VIL Svizzeri, e nelle Mole Britaniche general- 
mente intendono quefto parlare, avvegnac- 
che abbian di lui un differente Dialetto. 
Quale fiafi per effer poi la raccolta di 
que(te Cimbriche voci, non può ella certa- 
mente falire a grande volume; concioffiac- 
chè a noi poche cofe fomminiftar poflano, 
e la riftretezza de'noltri confini, e la re- 
ligione de' Padri , ed i coftumi, e la fem- 
plicità dell'arti , e Tiftituzion della vita 
lor paftorale , e la cultura di Tel ve, e pa- 
fcoli , e campi, e V ufo finalmente delle 

fla- 



6r 
ftagioni, e delle domefticbe cofe . Per il 
che fHmato abbiamo di (blamente efporrc 
ciò , eh* è più di comune tra noi , e fecon- 
do l'idea di altri Tedefchi Dizionari; ef- 
iendo egli affatto perito quanto nel rima- 
nente appreso la noftra Nazione ,e in al- 
tre terre Ci coftumava. Ma dai vederne 
per sì gran parte il maravigliofo confenfo 
di quello Vocabolario con il Germanico , 
ficcome nelT altro libro dicemmo , è a noi 
paruto bene il difpenfarci dà ulteriori di- 
moftrazioni, e ricerche per un confronto 
con gli ufi delle oltramontane provincie, 
e con gli antichiffimi Ledici degli Idiomi 
fettentrionali ; e fenza inoltrarci a farla 
da Maeftri in sì vafta,e intricata materia, 
lafciarne a 11 ì più dotti, ed eruditi Ingegni 
il definire dell* antichità > o moderna co- 
stumanza de* noftri termini. Poiché delle 
parole fono alcune (dice il Conte di Cafti- 
glione dopo di Quintiliano ) che durano Cortm /. ,. 
buone in un tempo y poi s. invecchiano } ed in 
tutto perdono la grafia > altre pigliano for- 
za y e vengono in pre^o ; perchè come le 
lìagioni de IT anno fpoglian di fiori , e di 
frutti la terra y e poi di nuovo d y altri la 
rivedono ; così il tempo quelle prime parole 
fa cadere dinnovo y altrefa rinafcere y e dà 
loro grafia y e dignità. Se non che noftro 
fine non è di dare in quello Vocabolario 

tutto 



6i 

tutto ciò, che tra noi v'ha di termini, in- 
numerabili altri reftandovene da annove- 
rare, de* quali fperiamo di accrefcerne an- 
cora un tal volume , dipoichè avranno i 
Signori Letterati guftato un faggio bafte- 
vole della lingua de' preferiti , e aggiunte- 
vi pure le più belle dizioni de' Cimbri con 
le Gramaticali oflervazioni loro, e diffe- 
renze, render così T opera perfettamente 
compiuta. In tanto piacefle al cielo, che 
i noftri viventi Fratelli , ficcome di tan- 
te altre cofe ferbano tra elfi memoria ge- 
lofa e cara, perchè dai Padri ad elfi in e- 
redità lafciate; così in quefti libri veden- 
do eglino la preziofità del noftro Parlare, 
e che fu quello degli Avi medefimi , una 
ftima grande altresì ne averterò , ed amo- 
re infieme, perchè affatto e* non li perda > 
ma tale ai Nipoti effi il tramandino, qua- 
le da'noftri Maggiori a noi fteffi ingegna- 
to egli ne fu. Il che vuolfi fermamente fpe- 
rare per parte de* noftri Veronefi , de* qua- 
li lo Spettabile Configlio di Velo s'è com- 
piaciuto di moftrame all' Autore con pub- 
blici Atti dello fcorfoanno, e nel giorno 
i di Luglio, tanto piacere , ed amorevo- 
Iiflìmo gradimento di quefta a Lui offerta 
terza Edizione, e in umilifTimo dono vo- 
lutali torto dedicare all' Eccellentiffimo 
Protettor noftro. De* Vicentini poi , non 

effen- 



6* 
eflendo minor l'accoglienza de'libri intorno 
a ciò finor pubblicati e a quella Reggenza 
ancor prefentatifi ; e finalmente alla Per- 
fona dell' Aurore medefirno ugual amor 
dimoflrando; porgono in ciò ogni ragione 
di credere, che faranno quefti voti adem- 
piti; e ferbato così lungo rempo fra efli 
! onore de'noftri Antenati, e della prefen- 
te etade, e que'beni fimilmente , che dall' 
ufo di quefìo parlare a noi ne derivano^ 




CIM- 



6 4 
CIMBRICO VOCABOLARIO 

La lettera C. Jtgnifica Cìmbrica voce , 
e la T . Tedesca. 

A. 

A artic. Detn. A moto a luogo. Auf. %u • 

Abbajare. Pillien y Bellin ,e BelUn T. . 

Abbaftanza . Chnugb . 

Abbrucciarc Prinnen da BrennenU . 

Aceto. £*£*, da £/ftg T. 

Accia jo .Ecbal ed £e£»?/ T. j 

Acido, agro. i^or. Saver T. 

A chi ? -Bf /» , e B^Vm T. 

Acqua. Bacerà Wajfer T. 

Adelfo. £^^/i , fc*«w^ C.jezet T. 

Aglio. Knoblotb. 

Agnello. Lampy e lamm. 

Ago . Nadel. 

Agofto. Auguft.Agoft, come lo germanizza- 

no i Tedefchi . 
Ah iaterjez.Ab.Ab mainGott > ah mio Dio! 
Ajutare . £fr//>/* . 
Ala. F//g&. 

Albero. Po/»?, corrotto di, £*#;» T. 
Allegro . Luftìgb . Jf/f /fl^lfgi ; Ila allegro . 
Alloco. Hubu . 
Akare . yf/Vrfr. 

Alto 



6* 
kho.Hottcb y accrefciutodi un Afràppofta, 
Altro. Ander y altri andere . 
Alzare. Heven y hehen . 

Amalarfi . \Siechen > Krancken. 

Amalato. Siecher y Kranck. 

Amare. Liei, haben . 

Amaro V. crudo . 

Amazzare . Toaten da todten T. 

Amico . Xel. 

Amore . -L/Vp, o lieb . 

Ancora. Noch. 

Andare. Ghietiy folito accrefeimento dell' 1^ 
in fimili voci : 

Anello. Rinhg. 

Angelo . Engbel . 

Angofcia . Anghft* 

Anima . Seel . 

Anno . Jahr. 

Ape . Pin y e pajen alterateli 

Appena . Kanm . 

Aprile . Aprii . 

Aprire . Tuenauff C. ì e Auffthun T. 

Arare . Paughetiy dal verbo Bavven T. col- 
tivare. 

Aratro. Fliogby da Ffàg T 

Arcocelefte. Reghenhoghen. 

Afciugare . Truncken y e trucken corroto. 

Afcoltare. Horen . 

Afino. Efel . 

Afpettare. Pattcn. 

E Afpo 



66 

Afpo. Hafpel. 

Atte. Lecb y e lach abbreviato di luachT. 

Attaccar/i .Althenfich . E così tal pronome 
Sub in tutti gli imperfonali , neutri, paf- 
fi vi, e reciprochi, in luogo della partico- 
la Man , innanzi al verbo . 

Attraverfo. Uber Sbrech. 

Autunno. Herbfi . 

Avanti. Zuvor ytZevor* 

Avena . Harben. 

Avvento . Advent . 

Avere . Haben . 

Aurora, alba. Morghen richte. 

Azza lomb',val mztaffa. Strtgb,? StrangT. 

B 

Baciare . Ki fieri } t bufi n corrotto. 
Bacio . Bufi. 
Bagnare . Net^eri. 
Ballare. Dant^en. 
Ballo • Dant^. 

Bambino. Kint > KìntU > bambinello • 
Barba. Bart . 
Barile . Laghel . 
Baffo. Nieder, e nider. 
Baftone. Stap , fìecken,z prughel . 
Baftonare . Slaghen . 
Battefjmo. Toufe , toofe . 
^utezz^iQ % Tooffcn } m}xt^t^VA^ditauffenT. 

Becca- 



«7 

Beccare. Snaheìen . 

Becco, animale, an Pocb > un mafchio. 
Becco d'uccello. Snabd. 
Bello . Xon , e Xoan . 
Bene. Boi, in vece di W Q l T. 
Beniflimo. Gar boi . La particola gar for- 
ma il fuperlativo T. 
Bere . Trincken> e Saughcn y bere di molto \ 
Befliame. Vi eh. 
Bianco. Baìff . 
Bilancia. Bagh. Weg T. 
Bifaccia . Ledertafcb, lederfach. 
Bifognare . Mocen > o miifen . 
Bifogno. Mangbel . 
Bocca . Mani. 
Boccale. Krugh. 

Bofco. Bah y vera pronuncia della d. in t f 
Bollire . Sieden . 

Bottaio. Fecer, alterazione ài.FieJfer* 
Botte .FaJJ , e faz . 
Bracce. Cluet > e glut . 
Braccio . Arm . 
Bracche. Pruck y cPrack. 
Breve. Kurtz- 
Briglia .Pritel C. 

Brina . Raiff, così dicono la bruma. 
Brodo, Brode > italianizzato, e brucbcT. 
Bruto . Lepir C. 
Buco. Loch . 
Budella • Bu^. 

E 2 Bue, 



68 

Bue . Ocbf . 
Bugia . Luegbn. 

Bugiardo. Luegbner ,e logbnet corrotto. 
Buoniffimo. Befte , Tempre unito a foftan- 
tivo, come befle rtoantiy buoniffimo uomo. 
Buono . Cut , e goat \ 
Buflo. Bulij dall'italiano. 
Buttiro . Butter> e Smalta . 



Cacciare, Far caccia . ]aghen. 

Cadavere . Toat% . 

Cadera . F alien. 

Cagnollino . Huntle , huntla : così per rego- 
la dei diminutivi T* 

Calcina . Kalch . 

Calcagno . Ferfe > o Ver fé . 

Caldaja. Keffel . 

Calderaio . Keller . 

Caldo , o calore . Barn*. 

Calice. Kelck- 

Calza, o calzone . Hofen* 

Calzollajo. Sciufter * 

Calvo . KaL 

Camera ; Kammet . 

Camifcia. Hemel , invece di Uemhel T : 
fot ancora, e camife, bemede. 

Campana. Kliocb , derivato da KUnghen, 
Tuonare . 

Cam- 



6 9 

Campanile. Torr } come i latini dicono tute 
rif [aera . 

Campo. Acker . 

Canape . Hanuff \ accrefeiuto di HanffT. 

Cane . Hunt . 

Caneva . Kaìder > Keller. 

Canna. Rohr. 

Cantare. Singhen. 

Cantore . Singbtr. 

Canto . Singbt . 

Canuto. Grab . 

Canzone. Lied . 

Capelli . Haare» 

Capello. Hut. 

Capo. Kopb . 

Capre . Goaz, corrotto di Gais T- 

Capra jo . Goa%ar y goa^er • 

Caro,add, Lieber: dicefi Lieberfìe Frati al- 
la B. V. , carijjima Signora . 

Carbonaia . Kalle groab, alterato di grule 

Carbonaio. Kolhr. 

Carbone . Koll , accorciamento di KoU 
lenT. 

Carlo . Karl. 

Carne . Flaifc . 

Carro . Bagben . 

Cafa . Haus. 

Cafcio. Kefe. 

Cada . Bancb y e non ladeT, perchè nelle 
montagne fervono anche di banca le caffè. 
E i Ca* 



70 

Caftàgna. Keften. 

Caftagno . Keftonpome . 

Catena. HelC. 

Cattivo addiet . Poas in vece di Bós T. 

Cavalcare. Raiten. 

Cavalla . Roflin. 

Cavallo. Refi. 

Cavare. Graben. 

Cembalo. Cembal. 

Cenere. Efc , in luogo di Afe T. 

Cento. Huntert . 

Cera . Baehr , e Wachs T. 

Cervello. Hirn . 

Certa. Zoan. C. 

Cielo. Hi mei. 

Ciglio . Aughbranen . 

Ciliegia. Kerfen. 

Ciliegio. Kerfenpome. 

Cimbro. Cimber. 

Cimice. Bancen. 

Cinquanta. Finfaegh. 

Cinque. Finf- 

Che, particola. Da%. DajfT- 

Che , pronome . So. 

Chi ? Ber. 

Che cofa? Ba z ? 

Chiamare. Ruffen. 

Chiave. S lucei. 

Chiefa . Kirch . 

Chiodo. Nagbel* 

Chioc- 



7< 
Chioccia . KUocbe } detta così forfè d^ 

chiamare col fuon della voce. 
Cipolle. Scievol da Svvicb T. 
Coda. Sbant^. 
Colle . Hugbel . 
Collera. Zorn . 
Collerico Zornach . 
Collo. Bah. 
Colonna. Saul. 
Colomba. Taupe . 
Colombo. 7W///>. 
Colore. Vórm>e Verm } ma raro . 
Colorire. Vermen. 
Coltello. Me^er. 
Compare. Gcvvatter . 
Comprare . Kawffen, e Kouffen , 
Con , prep. A7/r . 
Conocchia. Rochen. 
Conofcere. Kennen . 
Contra. Bider . 
Contrattare. Zencken. 
Coperchio. Deckeì. 
Coperta. Deche. 
Coprire. Decken. 

Coprir/i . Sich decken . V. attaccar/! * 
Corda . Sttich. 
Cornacchia. Krae . 
Corno . Hor« . 
Coro. Kor . 
Corona . Koron, e Kron* 

E 4 Cor* 



Corpo. Laìb . 

Correre . Lauffen . 

Corteccia. Scinteli Rìnten, 

Corvo. Ram , da Rab T. 

Cofa. Diagb. 

Cofcia . Buffe . 

Così. Ahò , e più brevemente Asò . 

Coftare. Koftcn . 

Corte. Rippe • 

Credere. Glioben , ghben, e glauben, vero T, 

Crivellare. Sieben. 

Crivello. Siepi e Sieb. 

Crudo , non cotto Roah , erob 1 

Crudo immaturo . Zeintigh da Unzaitgb, 

T. e amtagh , più corrotto. 
Croce. Kreutz. 
Crocefiflo. Croci 'ffis . 
Cuccniajo. Lcffel . 
Cucina. Rocker haut ,e Kucbe i. 
Cucire. Nebeitt 
Cugino • N<?/> C, 
Culla. Biegbe. 
Cuocere. Kocketi, 
Cuoco . Kock . 
Cuojo. Leder . 
Cuore, ifrr/?, 



Da articolo. Fo». 



Dan- 



lì 

Danno. Sederi, Seìden. 

Dare. Gheben. 

Debito. Sctuld. 

Debole . Lai et he. 

Decembre . December, e Chriftmonat > il 
mefe cioè di Crifto , come i Tedefchi; 
ma il primo è falò in ufo. 

Del artic. De/ . 

Della. Der. 

Delli, e delle. Dey. 

Dente. Zahn , e %engb corrotto . 

Dentro . Tri e ne n y e bin y invece di hienìn T\ 

Deftra. Reckte. 

Diavolo Tauffel , e teuffel . 

Di chi ? Vum bcm ? 

Dieci , Zeghene > accrefciuto 3 perchè fa 
%ehen il T, 

Dietro. Hinter. 

Di giorno , Bey tagh , 

Digiunare . Faften . 

Digiuno. Fafl. 

Di la. Von dort < 

Diluvio. Fiuti ecco un fegno di antichif- 
ma lingua y tratto Scuramente dal no- 
me pollo a quel grande avvenimento ne* 
primi tempi dopo di lui. 

Dimandare . Fraghe n T. q Forfè n il G nel 
fenfo d' intendere , 

Dinaro. Schelt. 

Di notte , Bey naeht \ 

Dio. 



74 

Dio • Gott : bel termine da Gut , buono • 

Dire. Saghen. 

Difcacciare. Traiben. 

Difcoprire. Dechnab , in luogo di Ahf- 

decken T. 
Disfare» Zer macben . 
Ditale. Firtgherhut^fingherhuet) corrotto. 
Dito . Fìngber. 
Diventar. Berden : appena fi fente più , e 

meno fi ufa per verbo aufiliare\ ma Kom- 

men invece, venire. 
Dodeci. Sbelve alterato, SvvÒlf T. 
Dolce. St'z > e Sice nel fuono finale della 

lingua. 
Dimani. Morghen. 
Domenica • Sontagh . 
Donde ? Bo ber ? e Wo ber T- 
Donna . Baìb . 
Donare. Sciencken. 
Dono. Gbefencken* 
Dopo. Nach. 
Dormire . SI affé n , vera pronuncia di 

Scblaffen T. 
Dove? Bo? 
Drizzare. Ricbten. 
Dubbio. Monet . 
Dubitare. Monen. 
Due. Zbai . Duecento. Sbaìuntert . 
Dunque. Darump. 
Duro. Hert } bart. 

E 



75 



E particola congiuntiva. Ont , unt . 
E* , prefente di eflere . Jft . te ift afa . 
Eccellentiffima Orazione . Excellenteftc 

gbepet y fuperlativo , tedefco y aggiunta 

Ja partic. efle , o ft? > benché prefo dall' 

italiano eccellente. 
Ecco. Hier. 

Edera . Eapom ,corotto àìEppevv T. 
Egli. Et. Er neutro. 
Ella . Sie . 
Elemento. Etement . 
Empire. Fillien } poco diferente da FuU 

Un T. 
Entrare. Ghenìn , e Hencingehen* 
Erba. Grafi. 
EfTere. Sain. 
Eilate. Sornmer. 
Evangelio. Vangel , dall' italiano-latino. 



Fabbricare. Macheti. 
Falce. Sìchel. 
Falcon. Stnrhm . 
Fame. Hungher . 
Famiglia. Diener: 
Fanciulla. Dierla. 
Fango. Koat. 

Fame. 



7 6 

Fare. Macheti. 

Farina. Mebel y e Miei corrotto . 

Fafcia. Fefcie con V ef dolce . 

Fafciare. Fefcien. 

Fatica . Arbait . 

Faticare. Arhaiten. 

Fava. Fon , e Pone meglio detto . 

Favilla . Gliafter . 

Febbrajo. Febrar y ormai quafi tutto ita- 
liano. 

Febbre. Fieber. 

Fede . Glaube . 

Fedele. Glauber. 

Fegato. Leber. 

Fermare. Stìen > tolto da ùare y fteben.T. 

Ferire. Buften . Stecken. 

Ferita. Bunte. 

Ferro. Aifen y tal pronunciando/I ?//># T. 

Feda. Tairtagh. 

Fianco. Saite. 

Fiafco. Flìafch. 

Fiato. Atem , e ateme y con troppo fuono- 

Fico frutto. Faighe. 

Fiele. G^/Z. 

Fieno. £z>z>, ed eb. 

Figliuola. Tochter y in vece di DocbtenT. 

Figliuolo. Son, quafi nulla lafciandofi fen- 
tire T h in mezzo di Sohn T. 

Figura. Fìgur. 

Filare. Sfmnen. 

- : Filo. 



77 
Filo. Faden> e garn. 
Fineftra. Fender . 
Finalmente . Ameleflen . 
Fine. Ent. 
Finire. Enten. 
Fiore. Pìiume , e Btum il Tedefco. Fior 

di late. 
Fiume , rio : Pach. 
Focolare. Herd. 
Foglia. Loh y e laub il Tedefco. 
Fondo . Gunt . 
Fontana . Prunn: e tale il pozzo , come 

a fonte fotterraneo . 
Forare. Durch grahen. 
Forbice. Seber. 
Forca . Gabel . 

Formica . Ama% , guafto di Ornai ff T. 
Forno. Offen. 
Forfè . Bar hay . 
Fortuna. Gluck. 
Forza. Starete. 
Fofla. Grabe. 
Fra . Unter . 

Fratello. Proder > e proadet. 
Freddo. Kalt . 
Fregare. Rai ben- 
Friggere. Rofien. 
Fringuello. Finck. 
Fronte. St ìm . 

Fucina . Haujfmit comporto . Cafa del 
Manifcalco. Fi- 



78 

Fugire . Flieghen > accrefc\uto } efliebe» T. 

Fuligine. RuaCy e ru%. 

Fumo . Raucb , e roacb guafto . 

Funajolo. Sai ter. 

Fune. Sol y e Sool. 

Fungo . Sbamm. 

Fuoco. Fevex. 

Fuori. Au^. 

Furbo, ingannatore. Falfc. 

Furia. Grim 

Fufo . Spinaci . 



Gagliardo. Starck. 

Gallina. Henne. 

Gallo. Habn. 

Gamba . Scinck . 

Gambero. Gamber . 

Garbo. V. Crudo . 

Gatto. Katz . 

Gazza. Hatzel. 

Genero. Tocbter mann> l'uomo , o mari- 
to della Figliuola. 

Gennajo. Genner . Hornacb, 

Gentiluomo . Herr > mancando il termine 
di EdelrnannT y non eflendone fra noi 
di conofciuti, e chiamati tali. 

Gefucrifto. Jefufcbrift. 

Già . 



79 

Già . Xo y abbreviato di Schon T. 

Giacere. Lieghen y clighen. 

Giallo. Cheli. 

Gigante. Belt . 

Ginocchio . Knie. 

Giogo . Hueghel. 

Giorno. Tagh . 

Giovedì . Fìnftagh . 

Giovine. Jungb. 

Giù. nider. 

Giudicare. &ichten. 

Giudicio. Ghericht . 

Giocare. Spielcn. 

Giuoco. Spiel . 

Giuramento. Alt. 

Giurare. Sheren . 

Ghiaccio . Aiff. 

E'aghiaccito. E% ghefrieret : così V im- 

pcrfonale T. 
Girlanda. Krant^* 

Gobbo. Pucklify abbreviato òxBucklife T. 
Goccia . Trophen > e trofe . 
Golia . Slunt . 
Gomma, pece. Pech . 
Gomito . Engolpode . 
Gomitolo . Knaul > e Knevvel T. 
Gozzo . Kroff. 
Gragnuola . Hallen . 
Grafiare. Krollen, e Krellen • 
Grande. Groaz, e grcz* 

Gran* 



So 

Grandezza. Groace , e groce . C. > grif- 
fe T. 

Grano. Kron> 

Graffo, lardo. Speck. 

Grattare . Krat^cn . 

Graticola . Rofl . 

Grazia. Gnade . 

Gembiale. Vurtacb , evortegb corrotto. 

Grembo. Puf è» . 

Gridare . Srajen. % 

Grillo. Grill. 

GrofTezza ■ Dìcko . 

Guadagnare, Ghabìnen ,e Gbavvinen. Ec- 
colo pronunciato in n doppo ancora* 

Guadagno . Ghavvìn . 

Guancia. Bangbe , e banche n> 

Guarito. Gbefunt Werden . Ecco V ane- 
liate, non affatto in dimenticanza. 

Guarire. Gbefunten. 

Guercio. Flint . 

Guerra. Kriegb . 

Guindolo . Biniti . 



ì. 



Jeri. Gbtfter . 
Jer I f altro. Vorgefier . 
II artic. £>?r. 
Immagine . Bilt . 

Imbriacarfi. Trincken iruncken . Trinche- 
fi eh troncktn. Im- 



Imbriaco . Truncken . 

Imparare. Liernen , in vece di Urnen T- 

Imprecare. Lahien ■ 

In prepof. In. 

Ina (pare . Afpen. 

Inchiodare . Naghin . 

Inchioflro. Dìnte . 

Incominciare. Reven , hìvenan . 

Incontrare. Bogbtgben , e boghighen } con- 
fonanti a bagegen T. 

Incudine. Hanepo^ , Amput- 
ivi dietro. Hintevfich . 

Inferno. Helle . 

Inginocchiare . Knìeden . 

Inghiotire. Sliecken , e Slucken T. 

Innamorarli. Sich ver lieben. 

lnfegnare. Leheren . 

Intanto. Unterdcfjen . 

Intendere. Vorflcn , e verften. 

Intero . Gan^ , e Gant T. 

Intorno. Umb . 

Invecchiare. Kammen alt , comporto. 

Inverno. Binter. 

Invidia. Naif ■ 

Invidiare . Naiten. 

Invitare. Laiden.. Q, e laden T. 

Io. ^, e alcuni i. per accorciamento ? 
ficcome gli italiani Poeti . 

Io fteffò- Icb felber . 

F La, 



2z 



La, articolo, Die y e De 3 come più co 

modo a pronunciar/! . 
La avverbio. Da. 
La pronome . Sie. 
Ladro. Diep>e dip. accorciato. 
Lama • Lammety. 
Lampada . Faz > termine generico , e di 

cono : lieft fazt riluce la/botte. 
Lampeggiare . Blit^en . 
Lampo. Blitz- 

Lana. Soglie. tboll y meglio detto; 
Larghezza . Bait , C- Bruite T. 
Largo. Bait. 
Lafciare. Laz*n» 
Lattare. Milchen . 
Latte. Milch . 
Lavare. Befcen,à2iVafchen T. 
Le artic. Z>/>. 
Le pronome . Sie . 
Leccare . Laicken . 
Legame, Bant . 

Legare. Binten y e pinten > e neiften . 
Leggere , Lefen . 
Legno. Holtz . 
Lendine. itf/Y^femplicemente per lo più, 

eflendo Nijfc von laufen preffo i Tede- 

fchi. 

Len- 



8* 

Lente, Linfe . 

Lefina fubbia. Al^ e ala . 

Lenzuolo. Lailagb. 

Lepre . Ha fé 

Letamare. Miflen. 

Letame . Mi fi . 

Lettera. Litter , dair italiano , e hrìeff 

ancora . 
Letto. Ben. 
Li artic. pi. De ,e Die. 
Li pronome. Die. 
Li avverbio. Dort. 
Libra. Funt . 
Libro. Buch. 
Lievito. Hofo/y hefeL 
Lima. Fasi , e fai le . 
Limare. Failen. 
Lingua. Zungb. 
Lite. Zanck. 
Litigare . Zancken . 
Lo artic. neutro. Da% y e Daf. T. 
Lodare. Loben ì invece di leben T. 
Loglio . Fail . 

Lontano, addiet. Verte > tVerr. 
Lontano , avverbio . Bait . 
Lofco. Sieler . 
Lucertola . Eiden . 

Luglio . Ebliot , corrotto di ebmonat T. 
Lumaca. Sneck. 
Lirme. Liecbty e Ucht T. 

F 2 Lu- 



*4 
Lunedì . Mentagh , e Montagh . 
.Luna . Man , e Ma , accorciato. 
Lunga . Langhe . 
Lunghezza . Langhe . 
Lungo. Langh . 
Luogo. Ort . 
Lupa. Bolfin > cosi aggiunto V i , cangia- 

fi bene in femminino tedefco* 
Lupo. Bolf. 

M 

Ma'. Aher. 

Macellaio. Mecerflaifc. 

Macinate. Mablen* 

Madre. Muter. 

Maeftro. Maifler . 

Maggio. Mage y corrotto di May TV 

Magro . Mager . 

Male. UbeL 

Maledire. Ubel rtden> comporto. 

Maledizione . Fluch. 

Malfare. Vbelmachen . 

Malinconia. Traurigh. 

Malinconico. Traurigh, e t r auroch cov-* 

rotto. 
Mammella. Tutten> e DutUnX 
Manco. Minder . 
Mangiare. E%en. 
Manica. Ermd. 

Mani- 



Manico. Habe. 
Manifcalco . Smit . 
Mano. Hant . 
Mantice . Lofer. 
Mare . Meer . 

JAzntZTÙ.Bdibcn C.,e/W»T. MannenQ. 

prender marito. 
Marito. Matti mann. 
Martedì. Mertagh. 
Martello . Stamme , e fiamme» T* 
Marzo. Mert^. 

Manicare. Kcujen ,da Kàuen T. 
Maturare ^aitegben, 
Maturo. Zaitgh~. 
Mattina. Morghen. 
Matto. Narr. 
Mazza. Kolb. 
Me accuf. Mìch . 
Meco. Mìt mier. 
Medicare. Mailen. 
Meglio. Be^er. 
Mele. Honìgb. 
Mento. Kinn. 

Mercato. Merckat , e Merckt T. 
Mercordì. Mittvvoch , e mitaih corrot- 

to . 
Merlo . Amfel. 
Mefe . Manot . 

Mcftola . Po///W, legno da polenta. 
Metta. MijJ . 

f l Mef- 



86 

Meflbra , lomb. Seze /, e Sejfel. 
Mezzo. Min et halb. mez'ora, Halb'Jlu fi- 
de . 
Midolla . March. , e Kern . 
Mia. Maine. 
Mie . Maine • 
Miei. Maine. 
Mio. Main. 

Mietere . Snaiden , generico , tagliare . 
Mietitore . Snatder . 
Miglio. Hirfcen. hìrfe . 
Mille. Taufent . 
Milza. Miltz. 
Mìferia. Elent . 
Mifero. Elender . 
Mifura. Mez* 
Mifurare. Me zen . 
Moglie . Main baib . 
Molinajo. Miller , e muller . 
Molino. Mulhe t e MubL 
Molto. Viel . 

Monaca . Nonnin , e Konnen . 
Monaco. Monch . 
Monaftero. Munfter • 
Mondo. Belt. 
Monte. Echi o pergh. 
Mordere. Bai zen. 
Morire . Sterben . 
Mormorare. Redenubel. 
Mortajo. Morfei. 

Mor- 



87 
Morte. Toath , alterato di totb T. 
Mofca. Flìaugh ,fliegbe> mncb . 
Morta re. Mofìen . 
Morto . Moft . 
Mortrare. Zaigben. 
Mula . Manli n . 
Mulo. Matti. 
Mungere. Milchen. 
Muratore. Maurer . 
Muro . Maur . 
Muto. Stumm. 

N 

Nano. Sbergh . 

Nafare . Naftn , Smicben : 

Nafo . Nafc,o Nafen . 

Il S. Natale. Bainechtagb . 

Nebbia. THebel . 

Negro. Sbartz • 

Nervo. Nef. 

Nettare. Putiti > e Sauben. 

Netto. Sauber. 

Neve . Snee . 

Nevigare. Snajen. 

Nido. Ntfi. 

Niente . Nicbts , e nìcht . 

Ni uno. Nieman. 

No. Nicht. 

Noce alb. Ntt^pome . 

F 4 Noce 



88 
Noce frutto. Nu%] 
Noi . Bir. 
Nome. Name. 
Nonanta. Neu^ghen . 
Noftra. Unfere. 
Noftre, Unfere. 
Noftri . Unfer. 
Noftro. Unfer • 
Notte . Nacht . 
Nove. Neum. 

Novembre. Novemher , e Bìnt mcnat. 
Nozze. Hock^at , Hoch^ail T. 
JWudo. Nackent > e nackont , corrotto. 
Numerare* Zehelen . 
Numero . XeheU 
Nuovo . New y e nea guado . 
Nuvola. Bolcb . 

O 

O, ovvero . Oder • 

O! efclam, O! 

Oca . Ganr . 

Occhio. Oghe , Aghe > aughe T. 

Odorare. Smichen. 

Odore . Gheruch . 

Odiare. Ha^en. 

Qdio. Ha%. 

Oggi . Heut . 

Ognidì. Alletagh. 

Ogni 



8 9 

Ogni volta . So vfft . 

Ombra. Sciatt. 

Ora. Stunde . 

Orbo . Plint . 

Orecchio . Obr. 

Orecchino. C. Ohar . Obren T. 

Orina. Harn . 

Orinare. Soachen> harnen. 

Organo . Orghel . 

Orlo. Saura . 

Oro. Golt. 

Orfo. Per , e bar . 

Orto. Gart . 

Orzo. Gherflen. 

oflb. £*/». 

Ofte. Birt y e tavernar. 

Ofteria . Tavverna. 

Oftefla . Birtin. 

Oftia. Ofiitu, e Oblatar. 

Otto. -4^r. 

Ottobre. Ottober , e bainmonat \ 

Ovo. O* , molto corrotto di JEy.' 

P. 

Pace . Fr/Vr . 

Padella . F*«? . Pikwf T. 

Padre. Faater . 

Paefe . Z,^»? . 

Pagare. Ghelten . 

F S Pagia: 



9° 
Paglia . Strob : d 

Palato. Gaumen . ; 

Palla. Rughe l . 
Pane. Prodt , & proat. 
Papa. Pah fi. 
Panno. Tuch , e tuach. 
Pappa . Pray . 

Parente . Fraint femplice ;e blutsfreund T\ 
Parlare- Reden . 
Parola Vort . 
Parte. Tati. 

Pafcolare . Boadeti , da WaidenT. 
Pafcolo. Boade .. 
Pafqua . 0/??r» , oftertagh . 

Pattare . Vurbaigben ■ 

Paflera. Spatz . 

Parta. Taigb 

Pattare .Scia ffer , e Birt. 

Pazzia . Narrbay» 

Pecora . Sciaff . . . 

Pelle. Haut . 

Pelare. Ruffen. 

Pelo . Hrfrfr . 

Penna. Feder . 

Pepe . Feffer. 

Pentecoste. Fincbeften. i 

Pentola. Haffne . bafen'. 

Per prop F»r . Z«. 

Perchè . Barum. 

Perdere . Votile ten . 

Po- 



9* 

Perdonare . Forgbeben . 

Pernice. Rebbum . 

Pero alb. Pirnpom. 

Pero frutto. Pirn. 

Perfico alb.. Ferfenpom . 

Perfico frutto . Ferfen . 

Per tutto . Uberai l . 

Pefare. Wagben , altra pronuncia coni* 

W doppio. 
Pefcare. Fifcen. 
Pefce. Fife. 
Peftare . Ramfeln .' 
Peftello. Stamf. 
Pettinare. Strabaln . Kammen . 
Pettine . Stvahal . 
Petto . Bruji . 
Pezza : F/^ b . 

Piangere. Muan } boati >ponan , Weìnan T. 
Piantare. Steken } jezen. 
Piano. Eben ■ 
Pianura . Ebene. 
Piatto. Sciuffel , e Sciupi. 
Piccolo . Klain . 
Pidocchio . Laus , e laufe . 
Pieno . Fo// . 
Piede. F«£. 
Pigliare . Fangben . 
Pioggia. Rigben. 
Piovere. Regben : ez reghnet , egli 

piove, 

F 6 Piom. 



9 2 

Piombo. Play. 

Pi pi (hello . Fliedermauf. 

Più piccolo. Klainer , vero comparativo 

T. aggiunto V er. 
Più. Adeber. 

Poco. Btne.C. Wenig T. 

Polenta. Polte : così i latini ad ogni im- 
patto di farina. 

Polvere. Pulver . 

Pomo frutto, Opfel, apfel ,ed apfelpom, 
il pomaro . 

Ponte . Ptucke . 

Popolo. Belck . 

Porco . S baiti • 

Porta. Thur . 

Portare Traghen. 

Potere. Mogben. 

Povero . Arm mann , povero uomo. 

Povertà. Armutb. 

Prato. Bìfe , invece di Wiefe T. 

Pregare . Pitten , e bitten. 

Pretto. Alt baltyfluchs. 

Prete. Faff , corrotto di Pbar. 

Primo . Erfle* 

Primavera . Langhtz « 

Promettere. Vefprechen. 

Provvedere . Furfchen • 

Pugno , Fatift . 

Pulce. Floh. 

Pungere. Sìecken. 

Pun- 



9* 
Punta di coltello, od altro. Spit^. 
Pupillo . Bai/e . 
Puzzare. Stincken. 



Quaglia. Bachtel. 
Qualche volta. Aia mal. 
Il quale . Belcber , e Beilcher , corrot- 
to. 
Quando. Begae , da Wann T. 
Quanto. Bieviel. 
Quaranta. Vier^igb. 
Quarto. Viene. 
Qua fi . Fafi . 
Quatordeci . Vier^egben ." 
Quattro. Vier ,s Pier. 
Quella. Jene . 
Quelli. Jeaer. 
Quello . Jener . 

Quefta . Die fé , abbreviato di Diefe T. 
Quefte. />//>, e diefe. 
Quefti, quefto .Diefer , e difer . 
Qui avverbio. Hi a , hiar t bier* 
Quindeci . Funfyeben . 
Quinto. Fuafte . 



Rac 



R. 

Raccomandare. Befehlen. 

Rade volte. Selten. 

Radice. Buttaci. 

Ragazzo. Knabe. 

Ragno. Spia. 

Rame . Ertz- 

Ramo. An A(i. 

Rampicare. Kraben , Krat^cn . 

Rana. Froff . 

Raftello. Rccbe, e tecbèn ancora. 

Reatino. Kenighlie , diminutivo da K@. 

ttigìain T- 
Re. Kenigh. 
Refe. Sbirn. 
Regina. Kenighin. 
Rendere . Bidergheben. 
Reni. Nìeren- 
Requaglio. Sntcken. 
Refpirare . Athen , e athmen : 
Rete. Netz- 

Riccio, porco. IgM, e nighel corrotto* 
Ricco* Raicb. 
Ricordar fi . Gbedencken. 
Ridere. Lacben 
Rifare . Bidermachen . 
Rifpondere. Antbartenl 
Riva- Lait , latte. 
Rogna. Raud, Rande. 

Rom- 



9S 

Rompere . Prechen . 

Rondine. Sbelb , e Sbalb , e Svvalbil T. 

Ronfare. Snarchcn, e Sonarchen. 

Rofa . Rofen. 

Rofpo. Krutt. 

Rodo. /?<>*/£ , e ro/£. 

Roftire . Roften>c Preterì) che fuona ab- 

bruftolire . 
Rubare, Stecklen . 
Ruggine. Roftech . 
Rugiada. 7Ì/W, Tfrrf*; 
Ruota. Rat. 
Rupe. An Fels\ 



S. 



Sabato. Samftagb , e Somflagh. 

Sacco . Sack . 

Saeta . Fati . 

Salare. Salt^en. 

Salario. Solt . 

Sa laffa re . Aderì a^tn . 

Sale. Saltz* 

Salire . Saigben . 

Saltare. Springhen. 

Salto . Sprungh. 

Salutare. Grue^en^z gru^en . 

Saluto. Gr«£. 

Sambuco. Holder* 

Sangue, Blut. 

Sano. 



9 6 

Sano, Ghefunt . 

Santo. Halegh, foiligh . 

Sapere. Bi*en. 

Sapone. Soffe. 

Sartore . Snaider. 

Saffo . Stan y ftoan y flain . 

Scala. Stieghen . 

Scaldare. Berberi > e WarmenT. 

Scalino. Staffel. 

Scanno. Seul. 

Scarpa. Sci uh. 

Searpajo . Sciufter. 

Schiena . Rucken. 

Sci mia- Affé. 

Scodella. Sciati. 

Scorpione. S cor pioti* 

Scorticare. Scinten . 

Scrivano. Sraìber . 

Scrivere . Sraiben- 

Scucire- Trenneau^mvtctàiAuttrennenT. 

Scure. Ache y ax . 

Sdrucciolare. S lichen y glitfchen T. 

Se, panie. Ban , e Wan T. 

Sebbene. Biehil> e Bìevìl . 

Seccare. Dorren,c truncknen. 

Secco- Dorre , e dorr . 

Secondo. Ande re . 

Sedeci ■ Sech^ehen , e fecb^eghen . 

Sega . Saghe , e Segbe. 

Segala . Roche y e rock???. 

Sei- 



37 

Segare. Seghen . 

Sella. Sette! y Sattel. 

Sei. Secbs . 

Semenza. Same> e [amen. 

Seminare . Sten . 

Sempre . Al^ait . 

Sentiero. Sraigh fem$Y\ccmttà£FuftaighT. 

Sentire . Hoven, 

Senza . Ohne . 

Sepclire. Bograhen , 

Sepultura . Grab. 

Sera . Abend . 

Serpente. Burm, termine generico di ani* 

male, che ftrifeia. 
Serrare. Sciecen .Schlieffen T- 
Servire. Dìenen . 
Servitù. Dienefty e dienfi. 
Serva . D tener. 
Servo. Knecht . 
Settanta . Secbfigh. 
Serto . Seckjìe : 
Seta . Saiden . 
Sete. Durfi. 
Settanta. Sìben^egb. 
Sette . Sìeben . 

Settembre . September, Hetbeftmonat . 
Settimana . Bocb . 
Settimo . Sìebende* 
Sì. Ja . 
Siepe . TLaun , 

Si- 



9S 
Signora, Frati . 

Signore. Herr:\\ noftro caro Signore : t/». 
fer ìieber Herr. 

Siniftra . Slinchebani r ^mano finiftra, litic- 
he T. 

Slegare . Bintenau^ . 

Soffiare. Bli^fen, da Piaceri T. 

Soffocare- Stic cheti. 

Sognare. Trommen> traummen T. 

Sogno, Traum , e frutti accorciato. 

Solamente. Nur aìlain>t nu? alluam cor- 
rotto. 

Solco. Forche farcb . 

Soldato. Krìgher } Soldat . 

Sole. Sonne* 

Sonno. Staff. 

Sopra. JJber . 

Sorcio. Maus . 

Sorella Sbefìer. 

Sotto. Unter. 

Spada. Sberdt } e [e eh. 

Spalla . Axel . 

Specchio ., Spieghel . 

Spendere. Au^gheben. 

Speranza. Off te . 

Sperare. Offe ti. 

Spedò. Offi. 

SpefTe volte. OfftmaL 

Spina . Dorn . 

Spirito Santo. Helegheift } accorciamen- 
to 



99 

mentp di Melighe GbeiftT. 
Spiuma. Wum CScbaum T. 
Sprone. Spreti , e Spron . 
Spuola. ^» Spuoi . 
Sputare. Spien, e Sptje», corrotto. 
Sputo. Spaib. 
Squafla coda. Bacerftel^ , perchè quefta 

forte d' uccelli volentieri fi pofa vicino 

all'acqua . 
Stalla. Stai. 
Stencarfi . Sicb muden . 
Stanchezza . Muede . 
Stanco . Mite d . 
Stare. Stehen . 
Stella. Stern. 
Sterco. Dreck. 
Sternutare. Niefen. 
Stivai. Stìefal- 
Stomaco. Maghen. 
Strifciare. Zetvaì^en , Zerraì%9n. 
Strada. Beegb. 

Strafcinare. Ziegben, e Ztehen. 
Stringa. Neflel. 
Sudare . Sbit^en, 
Sudore. Sbaì^* 
Sugo. Saft . 
Sua . Sai ne. 
Suo . Sain. 
Sue. Sai ne. 
Suoi. Sai ne. 

Suona- 



Suonare. Lauten. 
Suonator. Lauter . 
Suono. Laut. 
Su Su . Auf auf. 
Svegliare . Evbtchen . 

T ? 

Tabarro. Mantel. 

Tacere, Sbaigben. 

Tagliare. Snaìden* 

Talpa. Ratze. 

Tanaglie . Zanghe . 

Tanto „ Soviet . 

Tardi. Speth y e Spath , vero tedefco. 

Taflb. Dax. 

Tavola. Tifcb. 

Tavolino. 77/r/^ diminutivo corrotto di 

Tìfchlain T. 
Tazza . Giaffa dal generico vetro > 
Te accuf. Dicb. 
Tela . Tucb, e tuacb y guafto, tucb machen, 

far la tela, teffere. 
Tempefta . Saort y da Schaurot T- 
Tempeftare. Saorten. 
Tempie. Sciaffe. 
Tempo. Better,Zait. 
Tenero . Mutbe . 
Termine. Match. 
JTerra- Herdt. 

Ter- 



ioi 

Terzo. Dritte. 

Teftamento. Teftament . 

EflTer Teftimonio. ZeugnHS gbeben. 

Tetro . Decb 

Timido. Forcbt. 

Tirare. Zieben , ijegben. 

Toccare , Graiffen . 

Torcia. Kert^. 

Tordo. Tnftel. 

Tornare. Kern y e Keren* 

Toro. Stier. 

Torre. Tbur,e sbor , corrotto. 

Torta . Torte. 

Tofare. Scerei. 

TofTe. Kufe . 

Toffire . Huften. 

Tovaglia. Tifcunder* 

Tra. TJntet. 

Tre . Dray . 

Trecento. Drayundter. 

Tredici . Drayzehen. 

Tremare . Zieteren . 

Trenta . Dray^igh. 

Tromba . Tompte . 

Troppo .Gar^uviel . 

Trovare. Fingben y e finden. 

Tu . Du. 

Tuonare. Tonnerten^B^ tonnert. 

Tua. Baine. 

Tue. Dai ne. 

Tuo 



ioa 

Tuo . Dai» . 

Tuoi. Duine. 

Tuono. Tonnert . 

Turchino* Pliap , da blavv T. 

V. 

Vacca Kue , e kuh . 
Vaccaro . Kttihbirt . 
Valle . Tbal. 
Uccello. Foghel. 
Vecchiezza. Alter. 
Vecchio . Alt . 
Vedere. Sebea. 
Vedova. Bit fave. 
Vedovo. Bittaver. 
Vegliare. Bachen. 
Velada. Rock. 
Vena . Aàer. 
Vendere. Berckauffen. 
Venerdì. Fraitagh • 
Venire . Kommen , e hinmen* 
Venti. Sbant^igh . 
Vento . Bitit . 
Ventre. Paucb . 
Verde .Grùn>e gruatt } & Iterato. 
Verdura. Grume. 
Vergine . Junghfrau . 
Verità . Barat . Wayhrhait T 
Verme. Burm, e Vcrm, 

Vero- 



Verona- Bern y Berna. 

Vefcovo . Bifciof. 

Vefpro. Ve [per. 

Veftire. Ruflen . 

Vetro . Glaff. 

Vicino. Nabe. 

Vigna , o vite . Rah , e tele , corrotto. 

Vino. Bain. 

Viola. Violen. 

Violino. Fi del . 

Vipera. Natter. 

Vifchio. Latin, 

VìCo.Stirn. 

Vita . Lehen. 

Vitello. £W£: 

Vivere. Lehen: 

Ultimo. Le fi. 

Umbilico. Nafol- 

Una. >tfj»?, an, accorciato. 

Una volta. Ainmahl. 

Undeci. Vn^ehne . 

Ungere. Salpett. 

Unghia. Naghel. 

Uno . ^/'» y e an. 

Uno. 0»£ , corrotto di £/»/ T. 

Voi. 7&r. 

Volare . Fligben' 

Volentieri . Ghern. 

Volere. Bollen. 

Volontà. BiL invece di Wil. 

Volo. 



104 

Volo . Flugh . 

Volpe . Fuchfy Foch loch : Cito angufto in 

Vadiporro così detto : il buco della volpe . 
Voltare, Vtndtn . 
Vomitare. Zugulien, 
Uomo. Mann . 
Voftra . Euse. 
Voftre. E urc . 
Voftri. Eur . 
Voftro. Buy. 

Urlare. Huan , luan > da EuUn T. 
Urtare . Sto^en . 
Ufcire. Gbienau^ y con la prepofizione pof- 

pofta . 
Ufcio. Tb&r . 
Uva. Baimar. Traupen. 



Zappa . Haugbe . 

Zappare. Haugben,grauben, da gruben T. 

Zia . Muame , e Mumma, cor rotto. mumm T. 

Zoccolo. Zocol . 

Zolfanelli . Sbefelhe^er . 

Zolfo. Sbefel > e sbefer, corrotto. 

Zoppicare . Hincken . 

Zoppo. Htnckent . 

Zuccero. Zucker . 

Zuffolare. Bifpen . 

IL FINE. 



V 4- 



Ertoti . 



Correzioni. 



Pref. 
Pag. 



Affinità 

auttorità 

Sjtarum 

falcatici 

dagli ^ 

foraftiere 
17 Giordiano 
23 quale 
28 dagli Nemici 
32 utruqnt 

melle 

avendo affai con- 
tribuito adiftrug- 
gere iCarrarefì 
45 MDCCVI 



2 

1 
5 
€ 

>4 



37 
44 



Affinità 

autorità.. 

Scytharum 

felvatici 

dalli 

foreftiere 

Gordiano 

quale di 

dagli Inimici 

utrumque 

mele 

avendo effi arredato V 

ultimo de' Carrarefi 

MDCCLVI 



Nel Vocabolario s' è piti oflervato alla pronuncia 
tedefca ,che ali* ufo delle fue lettere . 



Pag. «5 Tueaujf 
62 Cadera, 

70 Banzen 

71 Govvatter 

73 LeiBbe 

74 Hencingchcn 

75 Famiglia* 
ivi Koat . 

ivi Ttaitagb 

76 invece di Tocb- 

ten T. 
Si Nagbin 
83 O/o/ 

ivi Ebmonat T« 
87 fl teghe , mari 
91 Slecken 
f 95 Svvaìbd T* 



Thttettauff 
Cadere • 

Govvater 
Laicbte 
Heneingehert 
Famiglio . 

Fraitagb 
e tocbter T. 

Nagben 
Ofcl 
Ewmonat T. 

fiegbe 
ftecken 
Svvalb T. 



9« 



9 6 HeiUgb 
96 Trenneauz 

98 blacen T» 

99 Stencarfi « 
10 j Salpcu 
104 Eu/5p 

ivi Zuccero* 



Hailigh ì 
Trennenaut 
blafen T- 
Stancare . 
Sai peri * 
Bure 
Zucchera * 




f 



UNIVERSITY OF ILLINOIS-URBANA 



3 0112 102174171